Il coronavirus, il vaccino e la possibilità di una recrudescenza dell’epidemia. Sono alcuni tra i temi trattati da Massimo Galli nel corso della sua partecipazione alla trasmissione Agorà. Nella circostanza l’infettivologo del Sacco di Milano ha messo in chiaro come potrebbe non essere opportuno circoscrivere la necessità della campagna vaccinale agli anziani. Lo ha fatto mettendo in evidenza come anche fasce anagrafiche apparentemente più resistenti convivano con il rischio, seppur meno frequente, di incappare in una forma grave della Covid. A ciò ha aggiunto la considerazione secondo cui la battaglia contro il Coronavirus è ancora aperta e i segnali che arrivano del Veneto alimentano preoccupazione rispetto alla possibilità che si possa sviluppare una nuova forte crescita dei contagi.

Covid, Massimo Galli parla del vaccino

Gli anziani dovrebbero avere priorità rispetto alla possibilità di ricevere il vaccino contro l’azione del Sars-Cov2. Tuttavia, secondo Massimo Galli occorre bene mettere in chiaro alcune cose, forse per evitare che passi il messaggio che immunizzarsi possa essere utile solo per chi è avanti con l’età. In sostanza il rischio è che, soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione, passi il messaggio che ci possa vaccinare solo per evitare di trasmettere il virus ai più fragili. Un'azione che sarebbe comunque importante, ma che non metterebbe in chiaro i benefici individuali.

“Non starei - ha dichiarato -nemmeno così tranquillo nemmeno nella fascia tra i 35 ed i 55, purtroppo. Pochi minuti fa ero al telefono per un problema serio che riguardava una persona con poco più di 40 anni”.

“Senza voler fare del terrorismo spicciolo per carità, questo - ha puntualizzato - è un problema che anche dal punto di vista individuale dovrebbe convincere tutti a mettersi al riparo e in una condizione che consente di fatto una serie di attività”.

Coronavirus, per Galli il vaccino può essere liberazione da "vincolo costante"

Secondo l’infettivologo bisogna definire in maniera chiara ciò che il vaccino può essere, cioè “una vera garanzia per lasciarsi alle spalle un problema che altrimenti ci blocca, una specie di vincolo costante”.

Massimo Galli, inoltre, riprende uno dei fatti che hanno destato più polemiche nelle ultime ore: la vaccinazione del governatore della Campania Vincenzo De Luca. Il presidente è stato accusato di aver beneficiato della sua popolarità per accaparrarsi un vaccino che sarebbe dovuto toccare al personale sanitario, come da protocollo. “C'è stata - ha detto Galli - la polemica sul presidente della Campania, non mi pare un'idea tanto peregrina proporre la vaccinazione nell'immediato a tutti i presidenti regionali e a tutti i sindaci.

Anche da questo punto di vista si dà un forte esempio".

Coronavirus, il professor Galli svela i suoi timori

"Ormai - ha ammesso Galli - è molto chiaro, ma lo è da sempre, dal tempo delle grida manzoniane riferite dal Manzoni sul tempo del 600. O convinci o costringi"

Come è noto, è sotto osservazione la situazione di alcune regioni dove la progressione del contagio viene adesso guardata con grande attenzione. Tra queste c’è soprattutto il Veneto che, però, fa molti tamponi. " Temo - ha ammesso Galli - fortemente che i messaggi delle ultime settimane siano stati molto contraddittori e mi auguro che la situazione del Veneto non sia una specie di antefatto rispetto a quello che ci possiamo aspettare in termini di ripresa della malattia. Confermo il mio grande, grandissimo timore".

Rivelando di essersi confrontato con una collega che lavora in Veneto, ha citato la situazione della crescente pressione sugli ospedali come "segnale potentissimo - ha evidenziato - del fatto che c'è stata una ripresa di diffusione dell'infezione e della malattia importante".

E sulla situazione in generale: "Non non ne siamo fuori, il vaccino ce ne tirerà fuori ma avrà i tempi che necessita una campagna della portata di cui abbiamo parlato e ora abbiamo questa necessità di mantenere tutte le cautele del caso e non parlare per slogan".

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