Il delitto di Gianna Del Gaudio resta senza un colpevole. Antonio Tizzani, marito della professoressa uccisa nel 2016 nella loro abitazione di Seriate, in provincia di Bergamo, è stato assolto con formula piena oggi, 23 dicembre, dall'accusa di omicidio volontario. Per la Corte d'Assise di Bergamo, l'ex ferroviere 73enne non ha commesso il fatto.

Gianna Del Gaudio, il verdetto che assolve il marito

Gianna Del Gaudio non è morta sgozzata per mano del marito: questo il convincimento dei giudici che hanno creduto alla sua versione dei fatti. Al processo di primo grado per l'omicidio di Gianna Del Gaudio che si è concluso questo pomeriggio, unico imputato era Antonio Tizzani che ha sempre proclamato la sua innocenza.

La Corte, presieduta da Giovanni Petillo, lo ha assolto anche dall'altra accusa avanzata dai pm di maltrattamenti in famiglia. L'accusa aveva chiesto una condanna di quattro anni e sei mesi, ma per la Corte il fatto non sussiste. Dopo quattro anni e mezzo dal delitto, due anni di indagini, centinaia di ore di intercettazioni registrate e vagliate, migliaia di prelievi di Dna, 15 udienze con una pausa di otto mesi dovuta al Covid, si chiude il primo capitolo di una vicenda giudiziaria complessa e dagli esiti non scontati.

Durante la requisitoria in aula, la pm Laura Cocucci ha chiesto l'ergastolo. Per l'accusa, Tizzani ha brutalmente ucciso la moglie, "capro espiatorio delle sue frustrazioni per la vita da pensionato senza più stimoli", al culmine dell'ennesimo litigio con urla udite dai vicini, e dopo anni di maltrattamenti verso la donna.

L'avvocato difensore, Giovanna Agnelli, ha chiesto l'assoluzione dopo aver fornito elementi, anche con il supporto di un consulente, l'esperto di biologia forense, Giorgio Portera, ritenuti dai giudici veritieri. Oggetto della battaglia in aula, è stato il Dna che il Ris dei carabinieri ha trovato sul taglierino con il quale è stato commesso il delitto.

Per il pm, quell'elemento costituiva una prova certa. Per la difesa, invece ci sarebbe stata una probabile contaminazione tra reperti o, il Dna dell'imputato trovato insieme ad altro materiale genetico, poteva essere all'interno del sacchetto di mozzarella in cui poi sarebbe stato inserito il cutter usato dall'assassino. Le motivazioni della sentenza arriveranno entro 90 giorni.

Gianna Del Gaudio, la storia dell'incappucciato

Gianna Del Gaudio, 63enne ex professoressa di liceo in pensione, viene uccisa la sera del 26 agosto 2016 nella villetta familiare di piazza Madonna delle Nevi a Seriate dopo una cena con amici. Si trova in cucina a lavare i piatti quando qualcuno la aggredisce alle spalle colpendola alla gola. Il marito chiama in soccorso il figlio Paolo che vive poco distante, e i carabinieri. La sua versione dei fatti, da subito, è che dopo essere uscito in giardino a innaffiare le piante, avrebbe trovato la moglie a terra già morta in un lago di sangue. Avrebbe visto un uomo incappucciato fuggire dalla porta finestra della cucina mentre lui stava rientrando in casa. La misteriosa figura occultata, avrebbe anche frugato in alcuni cassetti.

Le immagini registrate da telecamere di sorveglianza della zona, non hanno però ripreso nessuno fuggire, e dalle indagini fatte nella villetta non risulterebbero esserci tracce di estranei.

Il giorno dopo il delitto, il marito di Gianna Del Gaudio viene iscritto nel registro degli indagati. Dopo oltre un mese dai fatti, in una siepe poco distante dall'abitazione viene trovato un taglierino in un sacchetto delle mozzarelle. Il cutter ha le tracce di sangue della donna e del Dna compatibile con quello di Tizzani. Sul manico, ci sono anche tracce di Dna di un soggetto ignoto. Lo stesso Dna sarebbe stato trovato sul corpo di una donna, Daniela Roveri, uccisa il 20 dicembre nel suo appartamento a Bergamo.

Tizzani: 'Sempre con me la foto di mia moglie'

Durante la lettura della sentenza, Tizzani è rimasto accanto al suo avvocato e al consulente in maniera composta. All'uscita dell'aula di giustizia, intervistato dai giornalisti che gli chiedevano se si aspettasse di essere assolto, ha detto: "Se Me l'aspettavo? Quando uno non ha fatto niente, cosa si deve aspettare?".

Ha precisato che non sarebbe mai stato capace di fare nulla del genere, e di piangere sua moglie di cui porta sempre con sé una foto. Ha riferito che trascorrerà il Natale con i figli Paolo e Mario e i nipoti. A chi gli ha chiesto se l'assassino di sua moglie sia ancora in circolazione, ha risposto in maniera affermativa. Infine, ha confermato la versione dell'uomo incappucciato, e ha precisato che ciò che l'ha fatto più soffrire è stato il fatto d'essere stato accusato di aver ucciso sua moglie.

A dargli forza, però, è stato il fatto che figli e parenti non avrebbero mai dubitato della sua innocenza.

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