Nella mattinata del 30 novembre, Mario Conson pizzaiolo di Sant'Antonio Abate (Napoli) ha denunciato in questura un presunto episodio di malasanità che avrebbe coinvolto sua moglie positiva al Coronavirus, e la figlia che aspettavano. Quest'ultima è deceduta subito dopo il parto avvenuto prematuramente in casa. Il padre della piccola ha raccontato che verso le sei del mattino, sua moglie avrebbe accusato dei forti dolori all'addome. "Ho telefonato al ginecologo, che ci ha spiegato come procedere per far nascere la bambina", ha aggiunto l'uomo. La ricostruzione del padre è stata smentita dal responsabile del 118, Galano, che ha affermato che i soccorsi sono prontamente arrivati e avevano tutto l'occorrente per procedere all'intervento.

Secondo il padre della piccola i soccorsi sono arrivati in ritardo

Mario Conson ha dichiarato di aver chiamato il 118 poco prima delle sette del mattino, spiegando che la moglie, Maria Pappagallo positiva al Covid-19, aveva avuto un parto prematuro e chiedendogli di intervenire. Pare che nella chiamata l'uomo avesse precisato che si trattava di un codice rosso, specificando che erano due le persone da soccorrere: la moglie alle prese con un'emorragia (fortunatamente arginata in ospedale) e la neonata, che necessitava delle prime cure. Secondo quanto asserito dal padre, la bambina respirava quando i soccorsi sono stati allertati. Ma questi ultimi, sempre sulla base delle sue dichiarazioni, tardavano ad arrivare, alimentando l'ansia della coppia.

A quel punto allora, l'uomo si sarebbe precipitato in strada a bordo di un motociclo e avrebbe cercato invano, di intercettare un'autoambulanza. I soccorritori sarebbero giunti sul posto 30 minuti dopo la chiamata. L'uomo ha asserito inoltre che i sanitari non avevano neppure l'attrezzatura adatta, come le forbici per tagliare il cordone ombelicale e un'incubatrice.

"Chiedo ai magistrati di approfondire quello che è accaduto", ha chiosato. Ad aggravare lo stato d'animo di Mario Conson e Maria Pappagallo è il fatto che avevano già perso un figlio lo scorso maggio: era inabile alla vita e i medici hanno dovuto procedere con un aborto terapeutico. Conson ha rivelato che sua moglie sarebbe rimasta mezz'ora nell'ambulanza con la piccola deceduta tra le braccia.

La risposta del responsabile del 118

Giuseppe Galano dal 118 ha dichiarato di comprendere l'ansia del padre della piccola che ha dovuto attendere per mezz'ora i soccorsi, ma allo stesso tempo occorre tener conto del fatto che i sanitari impiegano più di cinque minuti per vestirsi in modo adatto per soccorrere un soggetto affetto da Covid-19. Per quanto concerne la mancanza delle attrezzature denunciata dall'uomo, Galano ha specificato che i mezzi di soccorso sono dotati di tutto l'occorrente, anche per il parto. Il responsabile dei soccorritori ha dunque ribadito che probabilmente in quel momento di grande apprensione, il padre della neonata potrebbe non essersi reso conto di ciò che stava succedendo. A questo si aggiunge il fatto che un parto al sesto mese di gravidanza, in casa rappresenterebbe "già un fattore di grave rischio".

Inoltre Giuseppe Galano sostiene di aver parlato con un soccorritore intervenuto sul posto che gli avrebbe fornito una versione differente da quella riportata da Mario Conson. La procura di Napoli ha aperto un'inchiesta contro ignoti per omicidio colposo.

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