Dicembre è arrivato e per gli italiani arriva la sfida più difficile: vivere il Natale, comportandosi in maniera tale da non favorire la diffusione del Coronavirus. Matteo Bassetti, da ospite di Tagadà, ha spiegato il suo punto di vista su quali dovranno essere le regole da rispettare, soprattutto nell'ambiente casalingo dove il prossimo Dpcm per ragioni costituzionali non potrà dare regole, ma sole raccomandazioni. In particolare si è schierato contro l'idea di fare un test prima di un cenone o di un pranzo festivo, poiché rischierebbe di sminuire l'importanza di tenere comportamenti prudenti.

Allo stesso modo ha palesato un punto di vista critico sul fatto che l'Italia potrebbe vietare gli spostamenti tra i paesi.

Coronavirus: Bassetti spiega come andrebbe passato il Natale

Matteo Bassetti, rispondendo a domanda precisa, non consiglia l'ipotesi di fare un test per il coronavirus prima di vedere i parenti a Natale. "Non lo consiglio - ha spiegato - perché è fuorviante".

Prima di risultare infetti a un test per il coronavirus, potrebbero infatti passare giorni dal contatto e dall'avvenuta infezione. Ecco perché Bassetti ricorda cosa, a suo avviso, si sia sbagliato dopo le ultime vacanze estive. "Abbiamo fatto - sottolinea - l'errore con i test rapidi, facendoli a della gente che due giorni dopo forse è diventata positiva. Evitiamo di dare false patenti che non servono a un granché".

Per l'infettivologo i test devono essere fatti con presupposti precisi. "Vanno utilizzati - spiega - quando c'è stato un contatto certo. Quando siamo di fronte a dei sintomi. Non devono essere utilizzati come un liberi tutti, perché finiamo per fare più danno che beneficio".

E sul come trascorrere le feste: "Io credo si possa pensare di fare un Natale diverso, limitato come numeri a non oltre otto-dieci persone.

Mascherina soprattutto per le persone più anziane, magari un Ffp2. Una cosa rapida e distanziandosi. Evitiamo gli abbracci e i baci per i classici auguri natalizi".

Dpcm: Bassetti critico sul divieto di spostamento

Questo è però anche il periodo in cui si parla di Dpcm che andrà in vigore il prossimo 4 dicembre e che riguarderà anche il Natale. L'Italia viaggia verso la totale zona gialla.

L'auspicio si scontra, però, con il fatto che nel periodo festivo potrebbero essere inseriti divieti di spostamento da una regione all'altra. "Io - ha precisato l'infettivologo - penso che ci siano alcune cose della vita, legate al lavoro, che è giusto limitare, ma nella vita sociale in un periodo come quello del Natale è sbagliato vietarle". "Vorrei - ha proseguito - guardare cosa fanno negli altri paesi. Mi pare che il blocco dello spostamento all'interno dello stesso Paese non avvenga in nessuno altro paese europeo". "Sarebbe bene - ha incalzato - guardare un po' cosa fanno gli altri. Io mi ricordo che a scuola quando qualcuno non era bravo sapeva almeno copiare, noi invece non sappiamo nemmeno copiare".

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