Sembrava un tragico infortunio domestico: lo scorso 12 gennaio Sharon, una bimba di soli 18 mesi, è deceduta all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove era stata trasportata in elicottero in condizioni disperate il giorno prima. Il compagno della madre della piccola aveva raccontato alla nonna che la bambina, giocando in casa, si era tirata addosso una stufetta elettrica appoggiata sopra un mobile-scarpiera. Il drammatico incidente era avvenuto nell’appartamento in cui il giovane, un 25enne di origine rumena, viveva – insieme alla donna e alla piccola – a Cabiate, in provincia di Como. Ma alcuni elementi, come uno strano taglio sul labbro, non convincevano i familiari di Sharon e gli inquirenti; così dopo le perizie medico legali e l’autopsia sul corpo della vittima è emersa quella che sembra un’orrenda storia di molestie domestiche.

Quindi l’uomo, un operaio attualmente disoccupato e senza precedenti penali che si era allontanato da circa una settimana dal luogo della tragedia, è stato rintracciato dai carabinieri della compagnia di Cantù a Lentate sul Seveso, in Brianza, ed è stato arrestato con le gravi accuse di morte come conseguenza di maltrattamenti aggravati – un’imputazione che potrebbe essere mutata in omicidio – e abusi su un minore.

Il giovane arrestato aveva raccontato alla nonna della bimba dell’incidente con la stufetta

L’inchiesta, coordinata dalla pm Antonia Pavan e dal procuratore di Como Nicola Piacente, inizialmente si è focalizzata sull’incidente domestico. Lo scorso 11 gennaio, il pomeriggio in cui è avvenuta la tragedia, la bimba, che normalmente veniva accudita dai nonni materni quando la madre era al lavoro, si trovava in casa insieme al fidanzato della mamma, che viveva con loro da circa tre mesi.

Il giovane aveva spiegato alla nonna che la piccola era stata colpita dalla stufa, che Sharon aveva fatto cadere per sbaglio. Tuttavia, nonostante avesse subito un colpo alla testa, secondo il giovane la bambina aveva continuato a giocare per almeno un altro paio d’ore, prima di perdere i sensi.

La bimba è deceduta nell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo

La nonna, intuita la gravità della situazione, ha immediatamente chiamato il 118, ma i soccorritori al loro arrivo hanno trovato la bimba in arresto cardiocircolatorio. Quindi la piccola è stata trasportata in fino all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove però è arrivata in condizioni disperate: dopo alcune ore, il cuore di Sharon ha cessato di battere.

Sin da subito i familiari della bambina hanno iniziato a sospettare della versione che il 25enne aveva raccontato a tutti, temendo che nascondesse qualcosa: in particolare non si capivano le ragioni di alcune lesioni sul labbro, che il giovane attribuiva a una caduta oppure ad un urto.

I risultati delle perizie e dell’autopsia sui resti della bimba

L’autopsia sui resti della bimba e i risultati preliminari di una serie di perizie effettuate dal medico legale hanno fatto emergere come la piccola Sharon con ogni probabilità non sia rimasta vittima di un incidente domestico. Viste le numerose lesioni riscontrate, la procura è arrivata alla conclusione che la bambina sarebbe stata “ripetutamente picchiata”, non solo nel giorno in cui è rimasta a casa col compagno della madre, ma anche in altre circostanze.

Inoltre, nonostante fosse una bimba di solo un anno e mezzo di età, Sharon avrebbe subito anche degli abusi qualche giorno prima del suo decesso. Visti i gravi indizi a carico del 25enne, il gip Andrea Giudici ha deciso di accogliere la richiesta dei pm: l’uomo è stato arrestato e ora si trova in carcere, dove nei prossimi giorni sarà interrogato.

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