Sono 32 le persone arrestate oggi, 7 gennaio, dagli uomini del Comando provinciale dei carabinieri di Cagliari nell'operazione denominata “Maddalena”. La banda sgominata – secondo le accuse – smerciava droga ed esplosivo dalla Sardegna alla Corsica, in cambio di armi. Tantissima droga: quasi 100 chili tra marijuana, hashish e cocaina. Le accuse sono pesanti: associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, al traffico internazionale, alla detenzione di armi clandestine e anche da guerra. Oltre che all'organizzazione di assalti ai caveau, di rapine ai portavalori e anche allo smercio di banconote false.

Gli arresti, effettuati dai militari dell'Arma su disposizione della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Cagliari, hanno visto coinvolte le province di Sassari, Cagliari, Nuoro, Oristano. Ma anche quelle di Napoli, Caserta, Roma, Livorno e Grosseto, fino ad arrivare alla Corsica. Il blitz effettuato questa mattina è nato da una lunga serie di indagini certosine effettuate dai carabinieri sotto il coordinamento della Dda delle Procure di Firenze e Cagliari. L'inchiesta è partita nel settembre del 2018 quando i militari dell'Arma hanno sequestrato un furgone Iveco Daily all'interno dell'ovile di Umberto Secci. Il mezzo a quattro ruote era infatti stato rubato a Nuoro, insieme ad altri mezzi, ed era stato utilizzato per il tentativo di una rapina nel territorio di Castiadas.

Droga ed esplosivo in cambio di armi

Le indagini degli investigatori dei carabinieri del Comando provinciale di Cagliari sono state laboriose e hanno permesso di smantellare l'organizzazione criminale che, oltre a smerciare droga, armi ed esplosivi, era molto attiva anche nel riciclaggio di capitali illeciti e rapine. Secondo i militari era l'allevatore Umberto Secci che manteneva i contatti con Giovanni Mercurio, il 56enne di Loculi, considerato il capo dell'organizzazione criminale che controllava il traffico di armi e droga con la Corsica.

Il suo braccio destro – sempre secondo le accuse – era Francesco Ledda, un 49enne di Alà dei Sardi che insieme alla compagnia Patrizia Scanu e al figlio Marco Davide Ledda, si occupava essenzialmente di smerciare, custodire e trasportare la droga, in particolare cocaina, hashish e marijuana. Droga che – stando alle indagini – veniva stoccata nell'abitazione dei tre che si trova in Corsica.

Il compito di Mercurio era invece quello di recuperare la sostanza stupefacente in Sardegna. Mentre Francesco Ledda la trasportava in Corsica dove, con l'aiuto di Dario Azzena (sardo ma da anni emigrato nell'isola francese), aveva organizzato un vera e propria rete di spaccio.

Denaro riciclato

Una volta che la droga veniva venduta – assicurano i carabinieri – il denaro ricavato veniva inviato dai corsi a Mercurio che lo utilizzava per finanziare altre azioni criminali. I carabinieri hanno infatti scoperto due passaggi di denaro: uno da 20mila euro e l'altro da 60mila euro. Tra l'altro – hanno scoperto i militari – soprattutto la cocaina arrivava dal Lazio dove operavano Antonio Spano, un 31enne di Olbia, e Federico Fiorentini Arditi. L'associazione criminale era ben organizzata: in particolare gli accordi tra i corsi e Mercurio non riguardavano solo la vendita della droga, ma anche la fornitura di armi e l'organizzazione di rapine.

Armi che venivano procurate essenzialmente dal corso Jean Luis Cucchi. Secondo quanto scoperto dai carabinieri di Cagliari sia Ledda che Mercurio stavano preparando altri assalti ai portavalori della Mondiapol, soprattutto in Toscana e Sardegna. Per fare tutto questo sembrerebbe che i vertici dell'organizzazione avessero contattato alcuni esponenti della criminalità campana, legata ai clan Di Lauro e Fabbrocino.

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