Nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi dell'8 aprile, il presidente del consiglio Mario Draghi si è mostrato contrario all'idea di immunizzare personale sanitario in giovane età a scapito di categorie più fragili come gli anziani.

"Il rischio di decesso è massimo per coloro che hanno più di 75 anni, quindi bisogna vaccinare prioritariamente i più anziani. Figliuolo uscirà con una direttiva sulle regioni, smettetela di vaccinare chi ha meno di 60 anni, i giovani, i ragazzi, psicologi di 35 anni, perché sono operatori sanitari anche loro.

Queste platee di operatori sanitari che si allargano. Con che coscienza un giovane si fa vaccinare e salta la lista sapendo che lascia esposto una persona che ha più di 65 anni o una persona fragile?", queste le parole del Presidente del Consiglio Draghi.

Dichiarazione che ha causato le proteste di David Lazzari, presidente dell'Ordine degli psicologi, alle cui rimostranze ha fatto eco l'augurio di Elisabetta Camussi, docente all'Università Bicocca, che ha auspicato che "questa gaffe diventi l'occasione per investire in modo serio sul futuro del nostro Paese".

La protesta degli psicologi dopo le parole del premier

Non sono passate inosservate le dichiarazioni di Mario Draghi in merito alle vaccinazioni somministrate agli operatori sanitari in giovane età, in particolare in merito all'esempio che ha portato, relativo agli "psicologi di 35 anni".

Nelle ore successive alla conferenza stampa gli psicologi hanno protestato: “Siamo offesi e anche umiliati”, dice in particolare David Lazzari, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi.

Mentre Elisabetta Camussi, docente di Psicologia sociale all’università Bicocca (che sotto il governo Conte era stata componente della task force dell’attuale ministro Vittorio Colao), ha chiesto non solo le “scuse” ma anche di fare “questa incredibile gaffe l’occasione per investire finalmente in modo serio nel futuro del Paese”.

Proteste che sono arrivate in quanto l’inserimento degli psicologi tra le categorie che hanno diritto al vaccino è stato disposto dal decreto legge 44 del 1° aprile, varato proprio dal governo Draghi, che prevede dosi per tutti “gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, farmacie, parafarmacie e studi professionali".

Precisazione del premier: 'Importante non includere chi non è in prima linea'

Il premier Mario Draghi è poi tornato sulla questione in un secondo momento per alcune precisazioni: "Quando ho fatto l'esempio degli psicologi di 35 anni, non voglio dire che il personale sanitario in prima linea non debba essere vaccinato. Quello che non vogliamo è che queste platee di personale sanitario si allarghino improvvisamente, includendo tantissima gente che non è in prima linea. La responsabilità su questo è di tutti".

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