Durante il proprio monologo sul palco del Concerto del Primo Maggio, Fedez ha protestato a favore della libertà di espressione ed è intervenuto sulla condizione dei lavoratori dello spettacolo. Inoltre, il rapper ha preso nuovamente posizione sul Ddl Zan riportando degli aforismi omofobi pronunciati in pubblica piazza dai membri del partito leghista.

Fedez rivendica il diritto di libertà di espressione

Salito sul palco la sera del Concerto del Primo Maggio, Fedez ha aperto il proprio monologo affermando: “È la prima volta che mi è successo di inviare un testo di un mio intervento perché doveva essere messo al vaglio per approvazione da parte della politica”.

Poche ore prima il rapper aveva, infatti, pubblicato su Twitter la registrazione di una telefonata avvenuta il giorno precedente con i rappresentati della Rai. Nel video pubblicato in versione non integrale, Fedez veniva esortato dalla Rai ad adeguarsi a un sistema editoriale che non gli permette di fare nomi e cognomi sul palco. Di fronte a tale invito, il cantante ribatteva: “Io sono un artista, salgo sul palco, dico quello che voglio e mi assumo le responsabilità di quel che dico”.

Successivamente, la Rai ha smentito la censura sottolineando che l’opposizione a ciò di cui avrebbe parlato Fedez fosse dovuta dal contesto, ovvero dall’impossibilità della controparte, cioè i membri della Lega, di difendersi in quanto assenti all’evento.

La condizione dei lavoratori dello spettacolo

Nella prima parte del suo intervento, Fedez si è rivolto al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, dicendo: “Per i lavoratori dello spettacolo questa non è più una festa. Caro Mario, capisco che il calcio è il vero fondamento di questo paese, però non dimentichiamoci che il numero dei lavoratori del calcio e il numero dei lavoratori dello spettacolo si equivalgono”.

Il cantante ha così voluto sollecitare il governo a investire in qualche progetto a favore di uno dei tanti settori che è stato decimato dall’emergenza della pandemia, quello dello spettacolo, di sua maggiore conoscenza.

Gli operatori dello spettacolo avevano già protestato in precedenza per richiamare l’attenzione del governo sulla loro condizione.

Infatti, più di mille bauli erano stati disposti a piazza del Popolo settimane fa da parte di esponenti del mondo teatrale, cinematografico e dai lavoratori di categoria, inoltre, sostenuti da artisti del calibro di Fiorella Mannoia.

Il Ddl Zan: Fedez rivendica il suo supporto al disegno di legge

L’invito della Rai a Fedez nel modificare il suo monologo non riguardava la prima parte del suo discorso, bensì la seconda. In essa il rapper, facendo riferimento alla legge contro l’omotransfobia, riportava delle citazioni pronunciate dai membri del partito della Lega, dichiarandone nomi e cognomi.

In particolare, Fedez ha dichiarato: “Ostellari ha deciso che un disegno di legge di iniziativa parlamentare già approvato alla camera come il Ddl Zan può essere tranquillamente bloccato dalla voglia di protagonismo di un singolo, cioè se stesso”.

In più, in merito alle priorità del governo che rallenterebbero l’approvazione del disegno di legge, ha detto: “Probabilmente il diritto al vitalizio di Formigoni è più importante del diritto della tutela di tutti e di persone che vengono discriminate fino alla violenza”.

Di fronte al clamore mediatico provocato da Fedez è stata immediata la risposta dei componenti della Lega che si sono schierati contro le sue affermazioni, contrariamente agli esponenti del PD che, invece, hanno mostrato il loro sostegno al rapper.

Infine, numerosi sono stati i colleghi del cantante a mostrargli il loro supporto, tra cui Emma Marrone ed Ermal Meta, i quali hanno precisato che si sono sentiti dire più volte dai politici: “Pensa a cantare”, come se il loro ruolo nella società fosse limitato a quello.

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