C'è ancora poca chiarezza sulle cause dell'incidente mortale di Massimo Bochicchio. Il broker dei vip 56enne si è schiantato con la sua moto ieri, domenica 19 giugno, lungo via Salaria a Roma. Le cause del sinistro sono ancora tutte da accertare. La procura, finora, non esclude nemmeno il gesto estremo. Nelle prossime ore, l’Istituto di Medicina Legale nominerà un genetista per svolgere anche le analisi del Dna e procedere all'identificazione ufficiale. Il cognato dell'uomo, Claudio Iacomelli, commentando il caso di Cronaca Nera, ha dichiarato: "Se avesse voluto uccidersi non lo avrebbe mai fatto così".

Lo schianto sulla Salaria

Massimo Bochicchio è accusato di aver truffato per milioni di euro personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo (tra gli altri, l’attaccante della Roma Stephan El Shaarawy, l'ex allenatore dell’Inter Antonio Conte e la scrittrice Barbara Prampolini). Soprannominato il "Madoff dell'Aniene", era agli arresti domiciliari per i reati di riciclaggio e abusiva attività finanziaria. Proprio nella giornata di oggi, lunedì 20 giugno, avrebbe dovuto affrontare l'udienza del processo a suo carico a Roma.

Tuttavia, ieri il broker aveva potuto lasciare gli arresti nella casa che divide con la moglie e uscire per usufruire di un permesso concordato. L'incidente è avvenuto poco dopo mezzogiorno lungo via Salaria, all'altezza del civico 875.

L'intermediario finanziario si è schiantato contro un muro con la sua moto Bmw, ma la dinamica è ancora al vaglio degli inquirenti. Pare che nel sinistro non siano stati coinvolti altri veicoli ma sull'asfalto - in buono stato e privo di cunette - non sono stati rilevati segni di frenata. Alcuni testimoni avrebbero riferito che Massimo Bochicchio stesse percorrendo, a velocità sostenuta, un rettilineo.

Ad un certo punto, però, la moto avrebbe deviato la traiettoria finendo la sua corsa contro un muretto. Altri automobilisti avrebbero, invece, raccontato dello scoppio della Bmw prima dell'impatto. Bochicchio, da quanto si apprende, è stato riconosciuto dai brandelli dei vestiti che indossava. Il corpo, infatti, era carbonizzato e dunque non identificabile.

La Procura di Roma, per aver conferma dell'identità della vittima, oltre ad aver disposto l'autopsia - che verrà eseguita presso l'Istituto di Medicina Legale del Verano - ha richiesto anche l'esame del Dna. Per i risultati saranno necessari dai tre ai sette giorni. Il processo a suo carico è stato sospeso e, in attesa dell'ufficiale riconoscimento, è stato rimandato a settembre.

Il cognato di Bochicchio esclude il suicidio

Al momento, la Procura di Roma starebbe valutando essenzialmente due ipotesi: il malore improvviso e il suicidio. Tuttavia, non è ancora possibile escludere altre piste. Massimo Bochicchio avrebbe dovuto rispondere di truffa ai danni di varie persone, anche per somme ingenti.

Anche il sequestro di 70 milioni di euro non sarebbe sufficiente a ristorare i creditori.

Il cognato Claudio Iacomelli ha dichiarato di non credere al gesto estremo. L'uomo ha spiegato di non sapere dove fosse stato Massimo Bochicchio ieri mattina. "Per dove è avvenuto l'incidente - ha spiegato - stava rientrando a Roma, tuttavia non aveva nessun appuntamento". Poi, ricordando che il broker sapeva portare bene la moto, ha ipotizzato che il 56enne possa essersi sentito male. "Mia sorella - ha continuato - mi aveva detto che aveva avuto dei malori e, all'improvviso, sentiva freddo". Quindi ha concluso: "Avrebbe scelto un altro modo se avesse voluto farla finita. Ti butti dal quarto piano ma non ti schianti contro un muro". Secondo il racconto di Iacomelli, inoltre, Massimo Bochicchio era un ottimista e, nonostante le difficoltà, sembrava convinto di una positiva risoluzione.