Un incidente stradale dai contorni ancora poco chiari è avvenuto poco prima del mezzogiorno di domenica 19 giugno a Roma, sulla via Salaria, provocando una vittima. Si tratta di Massimo Bochicchio, broker casertano già noto alle cronache in quanto accusato di esercizio abusivo dell’attività finanziaria e riciclaggio. Al momento gli inquirenti stanno cercando di ricostruire la dinamica dei fatti: a quanto pare la moto dell’uomo, una Bmw, sarebbe finita fuori strada nelle vicinanze dell’aeroporto dell’Urbe e si sarebbe schiantata contro un muro, prendendo fuoco.

Inutili tutti i tentativi di soccorso da parte del personale sanitario del 118 e degli uomini della polizia locale accorsi sul posto. Bochicchio è deceduto sul colpo, a poche ore dal processo a suo carico: infatti si sarebbe dovuto presentare al tribunale di Roma per la terza udienza.

Le prime ricostruzioni sull’indicente in cui è deceduto Bochicchio

Bochicchio era agli arresti domiciliari: domenica mattina sarebbe uscito di casa in moto, dopo aver ricevuto il permesso da parte del giudice. Sono diversi i testimoni dell’incidente stradale ascoltati dagli agenti, per cercare di ricostruire l’accaduto: secondo un automobilista la motocicletta del broker sarebbe esplosa, mentre per un altro la vittima avrebbe perso il controllo del mezzo sul quale viaggiava.

Inizialmente gli investigatori hanno avuto difficoltà a procedere con l’identificazione di Bochicchio, in quanto il corpo era completamente carbonizzato. Il fratello non ha riconosciuto la vittima, per questo motivo la procura potrebbe procedere con la richiesta dell'esame del dna.

Gli inquirenti seguono la pista di un malore del broker mentre era in moto

Al momento l’ipotesi più probabile per gli inquirenti è quella di un malore accusato da Bochicchio mentre era in sella alla sua motocicletta. Sul colpo verrà disposta l'autopsia. Comunque non si tralasciano altre possibili piste: per togliere ogni dubbio la Bmw sarà accuratamente analizzata, in modo da escludere malfunzionamenti del mezzo e spegnere sul nascere tutti i sospetti sulla sua scomparsa.

Le accuse di esercizio abusivo dell’attività finanziaria e riciclaggio

Bochicchio era atteso in tribunale per rispondere delle accuse di esercizio abusivo dell’attività finanziaria e riciclaggio. Il "broker dei vip" avrebbe sottratto ai suoi clienti circa 70 milioni di euro, in seguito sequestrati, anche se la cifra potrebbe essere molto più alta. Nel mirino personaggi del mondo sportivo, ma anche imprenditori e procuratori sportivi.

Dopo una lunga fuga tra Dubai, Hong Kong e Singapore, il broker era stato arrestato dall’Interpol a Giacarta, in Indonesia, ed era finito ai domiciliari. Secondo i magistrati, attraverso due società inglesi – da lui appositamente create, anche se prive dell’autorizzazione per operare – Bochicchio avrebbe fornito servizi di gestione collettiva del risparmio e d’investimento, con la promessa di rendimenti elevati a fronte di bassi rischi.

Così l’indagato avrebbe incassato cifre considerevoli, interrompendo però in seguito ogni comunicazione con i clienti, alcuni dei quali si sono rivolti all’autorità giudiziaria. Ora il tribunale di Roma non ha estinto il processo per morte del reo, ma ha rinviato il processo a settembre, in attesa di ottenere il certificato di decesso del broker.