Saman Abbas attende giustizia. Inizierà a febbraio 2023 il processo a carico dei familiari: i genitori, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, quindi lo zio Danish Hasnain, i cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq, gli ultimi tre arrestati nei mesi scorsi dopo la fuga all’estero, i primi due in Francia, il terzo in Spagna. Tutti rinviati a giudizio per omicidio, sequestro e distruzione di corpo. Ma Shabbar e Nazia sono ancora latitanti in Pakistan, paese d'origine della famiglia. Nel corso dell'ultima puntata, Quarto Grado ha mandato in onda un video che mostra Shabbar.

Della diciottenne, scomparsa da Novellara, Reggio Emilia, il 30 aprile 2021 non è mai stato ritrovato il corpo. Fuggita di casa, dopo un periodo vissuto in una comunità protetta a Bologna, vi era tornata il 20 aprile per prendere i documenti e sposare il ragazzo di cui si era innamorata. Ma la famiglia aveva pianificato la sua vita: matrimonio combinato con Akmal, un cugino più anziano in Pakistan.

Saman Abbas, il padre vive tranquillo in Pakistan

Saman Abbas non sarebbe stata amata da nessuno dei suoi familiari, a cominciare dai genitori. Nessuno l'avrebbe protetta. Le immagini trasmesse in esclusiva nel corso della puntata dello scorso 30 settembre di Quarto Grado, mostrano Shabbar Abbas. Dopo un anno e quattro mesi dalla scomparsa della figlia, circondato dai parenti, Shabbar - solo un po' invecchiato e appesantito - partecipa tranquillo a una funzione religiosa composta da soli uomini nel villaggio del distretto di Mandi Bahauddin in Pakistan, dove Saman è cresciuta e da cui era arrivata in Italia nel 2016 con la famiglia.

Il servizio della giornalista Anna Boiardi ha voluto dimostrare che non è stato difficile scovarlo, e come c'è riuscita la redazione di Quarto Grado potrebbero trovarlo e arrestarlo le autorità pakistane. Fino a oggi, lui e la moglie sarebbero stati protetti dalla Polizia locale del Punjab. Ma la Polizia federale starebbe per porre fine alla loro latitanza: l'ambasciata pakistana ha confermato che la richiesta di estradizione in Italia sarebbe stata approvata.

Le immagini risalgono allo scorso 27 agosto, il 29 agosto secondo il calendario islamico. Shabbar, in testa a una processione, sfila tra le stradine deserte di un villaggio, canta insieme agli altri partecipanti, solo maschi, adulti e bambini, e si batte il petto. L'ultima immagine pubblica di lui e della moglie risale al 1° maggio 2021, il giorno dopo l'omicidio della figlia Saman.

Le telecamere dell'aeroporto di Milano Malpensa lo hanno immortalato con Nazia prima di imbarcarsi per fuggire in Pakistan dove si trovano da allora. La notte precedente, tra il 30 aprile e il 1° maggio, le telecamere di sorveglianza della casa di Novellara, adiacente l'azienda agricola di cocomeri dove tutta la famiglia lavorava, hanno registrato immagini che inchioderebbero gli assassini: Saman esce con i genitori che la accompagnano verso le serre dove sarebbe stata uccisa. Posti in cui, per mesi, carabinieri, vigili del fuoco e volontari hanno invano cercato il corpo.

Saman, il padre: 'Uccisa per il mio onore, la mia dignità”

In un'intercettazione telefonica il padre di Saman dice: “L'abbiamo uccisa per il mio onore, la mia dignità”.

La madre, al telefono con un figlio, gli confida: “Noi siamo morti sul posto”. Avrebbero ucciso per preservare l'onore del clan. Avrebbero giurato sul Corano di non rivelare mai le modalità del delitto d'onore: l'esecutore materiale, lo zio Danish, lo avrebbe rivelato alla moglie in una chat.

Il matrimonio combinato con il cugino sarebbe dovuto avvenire il 22 dicembre 2020. "A mio padre ho detto che non volevo farlo, sia perché lui era troppo grande, sia perché non mi piaceva. E lui mi picchiò. Era violento a livello fisico", queste alcune delle dichiarazioni fatte dalla ragazza quando andò dai carabinieri a sporgere denuncia e riportate da Quarto Grado. Ai militari, Saman aveva raccontato il quotidiano inferno domestico: il padre, spesso ubriaco, l'avrebbe picchiata più volte.

Saman prima di sparire: 'Ecco chi mi farà del male'

Saman aveva previsto la sua fine. Il 4 febbraio 2021, tre mesi prima di sparire, la giovane pakistana inviò un messaggio al fidanzato Ayub Saquib. Conteneva nomi e numeri di telefono delle persone che riteneva pericolose per la sua vita, ovvero i genitori e i parenti rinviati a giudizio. Il 17 gennaio 2021, Saman e Sakib, entrambi di origine pakistana, si erano incontrati per la prima volta dopo essersi conosciuti via chat. Il video pubblicato sui social del bacio tra lei e il ragazzo per le vie di Bologna avrebbe segnato la sua condanna a morte. Ad aprile 2021 aveva trascorso una settimana d'amore con lui. I due ragazzi avevano comprato l'abito delle nozze. Poi Saman è sparita nel nulla.