Continuano le indagini volte a far luce sulla morte di Alice Neri, mamma 32enne residente a Rami di Ravarino (Modena). La donna è stata rinvenuta carbonizzata nel bagagliaio della sua auto il 18 novembre scorso, dopo una serata trascorsa in un locale con un collega suo coetaneo.

Al momento i sospetti degli inquirenti si stanno concentrando su Mohamed Gaaloul, 29enne originario della Tunisia. L'uomo, accusato di omicidio e distruzione di cadavere è stato arrestato in Francia e verrà estradato nei prossimi giorni. Un testimone, commentando il caso di cronaca nera a "Storie Italiane" ha dichiarato: "Mohamed, tutto sporco d'olio, è andato a casa di suo cugino".

La nuova testimonianza sul caso di Alice Neri

Mohamed Gaaloul dovrebbe rientrare in Italia tra la fine di dicembre 2022 e l'inizio di gennaio 2023. Giovedì 22 dicembre, in territorio francese, infatti, si è svolta l'udienza per l'estradizione e, da quanto emerso, il 29enne sospettato di aver ucciso e dato alle fiamme Alice Neri, non si sarebbe opposto e non avrebbe rilasciato alcuna dichiarazione in merito alle pesanti accuse in accordo con l'avvocato difensore, Roberto Ghini. Una volta riconsegnato alle autorità italiane, verrà interrogato dal Gip informa l'Ansa.

Gaaloul è stato rintracciato il 14 dicembre a Muhlouse, una piccola città al confine con la Svizzera, dalla polizia francese in sinergia con i carabinieri modenesi.

Alcuni filmati di videosorveglianza lo collocano attorno all'auto della giovane la notte dell'omicidio, il tutto anche se non è ancora chiaro quale possa essere il suo movente.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l'uomo, dopo aver trascorso la serata di giovedì allo Smart Cafè di Concordia ed aver "tenuto d'occhio" Alice per tutto il tempo, l'avrebbe raggiunta nel parcheggio ed uccisa. Poco dopo l'omicidio della mamma di Ravarino, avrebbe cercato di far perdere le proprie tracce scappando all'estero. Un conoscente di Mohamed, raggiunto da Alessandro Politi, un inviato di "Storie italiane" (programma d'approfondimento di Rai Uno), ha riportato un'interessante testimonianza che potrebbe aggravare la posizione del sospettato.

Il fratello di Alice Neri

La mattina del 18 novembre, intorno alle 7.30, cioè a dire poco dopo - secondo quanto ritengono gli investigatori - aver incendiato l’auto di Alice Neri, Gaaloul si sarebbe recato a casa di un suo parente con il soprabito interamente sporco d’olio.

“Non voglio metterci la faccia - ha spiegato il testimone - perché non voglio problemi. Son qui per raccontare quanto ho sentito relativamente ad Alice Neri. Da qualche giorno, ero a conoscenza di una cosa e mi son sentito male". Poi, ha ripreso: "Mohamed, il giorno dell'omicidio alle 07:00 del mattino, è andato a casa di suo cugino tutto sporco di olio. Io credo che sia vero, perché secondo me si tratta di gente affidabile.

Qualcuno ha avuto dei dubbi, mentre altri no". Il testimone anonimo ho poi ripetuto che il 29enne era tutto sporco sul davanti. "Se non lo conoscessi - ha concluso - penserei che è stato lui. Mohamed è un ragazzo allegro che scherza con tutti ed è solito chiedere passaggi a tutti. Non si vergogna ed è molto espansivo. Racconto tutto questo perché voglio che si scopra la verità".

Alla trasmissione Rai è intervenuto anche Matteo, fratello di Alice Neri. "Si tratta dell'unica cosa compatibile con quello che è stato rilevato dagli investigatori. Nei pressi della roulotte sono state rinvenute due taniche dell'olio esausto". "Il proprietario della roulotte, che utilizza come stoccaggio legna - ha ripreso - ha affermato che sono sparite delle taniche ed è l’unica cosa che si può legare alla testimonianza”.