"Chiunque sia stato, non ha fatto tutto da solo". A parlare ai microfoni di "Mattino Cinque" (talk show del mattino di Canale 5 dedicato ai casi di Cronaca Nera e all'attualità) è Matteo, il fratello di Alice Neri. Il giovane non crede che la sorella 32enne, rinvenuta carbonizzata venerdì 18 novembre 2021 nelle campagne di Concordia, conoscesse Mohamed Gaaloul, cittadino tunisino 29enne al momento principale sospettato del delitto. Gli inquirenti, subito dopo il ritrovamento del corpo, avevano iscritto nel registro degli indagati anche Nicholas Negrini, marito della vittima e Marco Cuccui amico e collega di Alice Neri.

Entrambi, però, avrebbero chiarito la propria posizione.

Il fratello di Alice Neri parla a 'Mattino Cinque'

Nella puntata di ieri, lunedì 10 gennaio, di "Mattino Cinque" Federica Panicucci è tornata sull'omicidio di Alice Neri, giovane donna residente nel modenese, a Rami di Ravarino, e ha raggiunto suo fratello Matteo. Rispondendo all'inviato, l'uomo ha dichiarato: "Ritengo che sia completamente sbagliato lasciare a piede libero un assassino, o più assassini". Poi, ha aggiunto: "Chiunque l'abbia uccisa, non ha fatto tutto da solo in quanto, secondo me, per una persona sola e in tempi molto ristretti, è un po' troppo".

Nei giorni scorsi, è stato estradato dalla Francia (dov'era stato arrestato a metà dicembre) Mohamed Gaaloul, al momento il principale sospettato per il delitto di Neri.

Secondo gli inquirenti, l'uomo avrebbe aggredito la 32enne nel parcheggio dello Smart Cafè, il locale di Concordia dove si era intrattenuta per diverse ore con Marco. Matteo Neri, tuttavia, esclude "completamente" la possibilità che la sorella conoscesse il 29enne. "Relativamente al fatto che possa dire la verità, o meno - ha concluso - io non posso saperlo".

Nell'omicidio di Alice Neri mancherebbe il movente

Matteo Neri, quindi, non ritiene probabile che la sorella abbia deciso di far entrare in auto Mohamed di sua spontanea volontà. Sembra più propenso a credere a un'irruzione, a qualcuno che è è salito sulla Ford contro la sua volontà, con violenza o, quanto meno, con minaccia.

Gaaloul, detenuto presso il carcere di Modena, è già stato ascoltato dal Gip per l'interrogatorio di garanzia. Su consiglio del suo legale, però, il 29enne si è limitato a dichiararsi estraneo ai fatti e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Le indagini, intanto, stanno continuando a 360 gradi. Negli atti della procura sarebbero indicati gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Gaaloul, che però dice di non essere scappato [VIDEO]. L'uomo, per esempio, la mattina del 18 novembre avrebbe fatto visita a dei parenti tutto sporco d'olio, sostanza che potrebbe essere stata utilizzata per dare fuoco alla Fiesta di Neri nelle campagne di Concordia. Tuttavia, a oggi, non sarebbe stato ancora ricostruito il preciso movente del delitto.