Valentino Rossi ha formalizzato una denuncia nei confronti della compagna del padre, Graziano Rossi, per il reato di circonvenzione di incapace. L’ex campione di motociclismo contesta alla donna, una 54enne impiegata, di aver prelevato dal conto del padre circa 176mila euro tramite bonifici – in parte giustificati come “prestito” – e altri 34mila euro in contanti, nell’arco dei dodici anni di relazione, come riporta Il resto del Carlino.

Le tappe della vicenda

La vicenda ha avuto inizio nel 2024, quando Valentino Rossi è stato nominato amministratore di sostegno del padre, sulla base di una perizia medica di parte che descriveva Graziano come fragile e in difficoltà nel provvedere a sé stesso, pur potendo continuare a guidare e partecipare a gare di rally.

L’anno successivo, Graziano ha chiesto la revoca di tale incarico, dando avvio a una causa civile che si è conclusa il 4 marzo 2025 con una decisione del giudice Davide Storti del Tribunale di Pesaro: il padre è stato dichiarato “in piena capacità di intendere e di volere”.

La denuncia e il procedimento

Dopo la revoca dell’incarico, Valentino ha presentato la denuncia contro la compagna del padre. La Procura di Pesaro ha aperto un fascicolo e disposto una serie di perizie psichiatriche che hanno confermato che Graziano non necessita di un amministratore di sostegno. Ora la decisione sul prosieguo dell’indagine spetta alla Procura.

Si contesta alla compagna di Graziano Rossi di aver sottratto circa 200mila euro dal suo conto, suddivisi in 176mila euro tramite bonifici (di cui 100mila con causale “prestito”) e 34mila euro in contanti, nell’arco di dodici anni.

La revoca dell’incarico di amministratore di sostegno è avvenuta il 4 marzo 2025, con una sentenza che ha stabilito la piena capacità di intendere e volere di Graziano. Le successive perizie psichiatriche hanno confermato l’assenza di necessità di tutela legale per l’uomo.