Il 14 febbraio 2026, giorno di San Valentino, la città di Nizza Monferrato ha proclamato il lutto cittadino in concomitanza con i funerali di Zoe Trinchero, una ragazza di soli 17 anni tragicamente scomparsa nella notte tra il 6 e il 7 febbraio.
L'ordinanza
Il sindaco Simone Nosenzo, con un’ordinanza ufficiale datata 12 febbraio, ha disposto la sospensione di ogni manifestazione pubblica, ludica o ricreativa sul suolo comunale durante l’intera giornata. Le bandiere sugli edifici pubblici sono state issate a mezz’asta, e l’amministrazione ha invitato tutti i cittadini a osservare il massimo raccoglimento, in particolare durante le esequie fissate alle ore 10 nella chiesa di Sant’Ippolito, in piazza XX Settembre.
Il femminicidio di Zoe Trinchero
Zoe Trinchero lavorava part-time al bar della stazione ferroviaria (un contratto iniziato a dicembre che sembrava destinato a diventare stabile) e sognava di diventare psicologa,.
La sera del 6 febbraio Zoe aveva terminato il turno serale, aveva cenato con alcuni amici e poi si era allontanata con un conoscente, Alex Manna, 19 anni (alcune fonti indicano 20). Da quel momento era sparita nel nulla. Il telefono aveva smesso di rispondere, scatenando la preoccupazione generale. Poco prima di mezzanotte il suo corpo è stato ritrovato nel Rio Nizza, il piccolo corso d’acqua che attraversa il centro del paese.
Le indagini
Le indagini dei carabinieri del comando provinciale di Asti hanno portato rapidamente alla confessione del giovane, che inizialmente aveva tentato di depistare le indagini accusando un uomo di origini nordafricane (una versione rivelatasi infondata e che ha rischiato di scatenare tensioni gravi nella cittadinanza).
Secondo la ricostruzione emersa dalle indagini e dalla perizia autoptica, Zoe è stata aggredita dopo aver rifiutato un avance o un approccio non voluto. Ha subito pugni al volto, un tentativo di strangolamento e infine è stata scaraventata nel canale da un’altezza di circa tre-quattro metri. L’esame autoptico ha stabilito che la causa principale del decesso è stata il trauma cranico da caduta, e che la ragazza era ancora viva quando è stata gettata in acqua.
Un paese in lutto
Il dolore ha attraversato l’intero paese. Già nei giorni successivi alla scoperta del corpo si è tenuta una fiaccolata commossa con migliaia di persone; presidi contro la violenza di genere hanno ricordato il suo nome anche in altre città.
La madre, Mariangela Auddino, ha affidato a un audio il proprio strazio: il rimorso di non averle detto di rientrare prima, ma soprattutto la consapevolezza che Zoe rappresentava “l’essenza della vita” e che il suo assassinio è un monito drammatico contro ogni forma di violenza sulle donne.
Alle 10 in punto la chiesa di Sant’Ippolito accoglierà familiari, amici, compagni di scuola, colleghi di lavoro e un’intera comunità che rifiuta di abituarsi all’idea che una ragazza di 17 anni possa morire per aver detto “no”.