Gennaro Panzuto, cinquantunenne ex boss del clan della Torretta noto come “Genny Terremoto”, è stato arrestato sabato mattina a Frosinone dalla Squadra Mobile di Napoli. L’uomo deve scontare un cumulo di pena di otto anni per reati legati al traffico di stupefacenti.
L’ordine di carcerazione, emesso dalla Procura Generale di Napoli ventiquattro ore prima dell’arresto, è stato eseguito dalla sezione Criminalità Organizzata. Panzuto, che si era trasferito da tempo nel Lazio, non ha opposto resistenza al momento dell’arresto.
Profilo criminale e percorso di collaborazione
La carriera criminale di Panzuto è iniziata come rapinatore di Rolex, con azioni condotte anche in Spagna. Successivamente, è diventato il braccio armato e la mente del clan Piccirillo, stringendo alleanze con i Licciardi di Secondigliano e i clan di Torre Annunziata. La sua ascesa fu interrotta a Londra, dove venne arrestato.
In seguito, Panzuto ha scelto di collaborare con la giustizia, trascorrendo quattordici anni sotto protezione. Durante questo periodo, ha fornito numerose informazioni alla DDA, svelando i segreti dei clan della Torretta e della Sanità. Nel 2021, ha concluso il suo percorso nel programma di protezione, facendo ritorno a Napoli.
Attività social e apparizioni pubbliche
Negli ultimi anni, Panzuto ha assunto un ruolo di figura pubblica, mostrando una forte presenza sui social media. È apparso in interviste, commentando le dinamiche della criminalità cittadina e presentandosi come un uomo trasformato, distante dalle logiche criminali del passato. Il che però aveva fatto storcere il naso al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli che aveva più volte contestato la presenza di Panzuto nelle scuole perché, spiegava il deputato, era da considerarsi cosa irrispettosa per le vittime, inoltre - sosteneva Borrelli - Panzuto poteva risultare un "pessimo esempio" visto che conduceva una vita troppo "allegra e spenzierata".