Una violenta valanga è scesa ieri dal versante sud del monte Corvo, travolgendo e cancellando il rifugio delle Solagne. Lo stazzo, adibito a casa per pastori, è stato completamente sepolto da una massa compatta di neve e detriti che ha raggiunto uno spessore fino a venti metri. Fortunatamente, non si registrano alpinisti o escursionisti coinvolti.

L'impatto della valanga

La testimonianza diretta arriva da Davide Peluzzi, esploratore e alpinista nonché presidente dell’associazione Explora, tra i primi a documentare l’accaduto con immagini e racconti.

Peluzzi ha descritto la valanga come “gigantesca”, sottolineando l’imponente massa che ha investito lo stazzo situato sul versante sud del monte Corvo, una vetta che raggiunge i 2.623 metri di altitudine.

Precedenti eventi nella valle del Chiarino

La valle del Chiarino, teatro di questo recente evento, aveva già vissuto un episodio simile circa trent’anni fa. In quell’occasione, un’altra valanga aveva distrutto il rifugio dello Stazzo di Solagne. La successiva ricostruzione della struttura era stata oggetto di un acceso dibattito tra esperti locali e rappresentanti del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Erano state avanzate proposte per spostare l'edificio in un'area considerata a minore rischio valanghe.

Il contesto del Parco nazionale

Il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga si estende su un vasto territorio montuoso, abbracciando le province di L’Aquila, Teramo e Pescara. Istituito nel 1991, il parco include la valle del Chiarino, situata nel cuore del massiccio del Gran Sasso. Quest'area è caratterizzata da rilievi particolarmente ripidi e da condizioni climatiche che possono frequentemente favorire il distacco di masse nevose di notevole entità.