Una frana ha colpito Silvi Paese, in provincia di Teramo, causando il crollo di quattro edifici, di cui uno completamente distrutto. Il fronte franoso, già attivo dal 25 gennaio, ha registrato un'accelerazione nella mattinata di sabato 28 marzo, provocando danni stimati in circa 4 milioni di euro.

Evacuazioni e misure di sicurezza

I tecnici della Protezione Civile sono intervenuti tempestivamente, evacuando undici nuclei familiari e scongiurando così vittime. Le scuole resteranno chiuse fino al 1° aprile, mentre l'area interessata dal dissesto è stata delimitata come “zona rossa”.

Il cedimento del terreno ha interrotto i collegamenti principali, mettendo il paese a rischio di isolamento.

Dettagli sull’evento franoso

Il movimento franoso, come confermato dal progetto Polaris del CNR, si era manifestato il 25 gennaio 2026. Dopo una fase di sviluppo lento, ha subito un'accelerazione significativa il 28 marzo, portando al crollo di quattro abitazioni, una delle quali irrimediabilmente danneggiata. L'intervento della Protezione Civile ha permesso di mettere in sicurezza le famiglie residenti, evitando perdite umane.

Contesto geomorfologico e monitoraggio

Silvi Paese sorge a circa 230 metri di quota, su un rilievo collinare caratterizzato da una pendenza accentuata e dalla vicinanza al mare.

La sua conformazione geomorfologica è definita da un sistema di dorsali e vallate incise. Relazioni geologiche risalenti al 2019 avevano già evidenziato la presenza di depositi legati a frane da scorrimento rotazionale, indicando aree potenzialmente suscettibili di instabilità in caso di sollecitazioni sismiche.

Il territorio è stato sottoposto a un monitoraggio continuo da parte della Protezione Civile e di tecnici specializzati, con il coinvolgimento dell'Università “Gabriele D’Annunzio” per condurre indagini geologiche e idrogeologiche approfondite. L'istituzione della “zona rossa” e l'assistenza fornita dal Comune alle famiglie evacuate con soluzioni abitative alternative testimoniano la gravità della situazione.