Un diciassettenne, originario di Pescara ma domiciliato nella provincia di Perugia, è stato arrestato il 30 marzo 2026. Le accuse mosse nei suoi confronti includono propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre alla detenzione di materiale con finalità di terrorismo. Il giovane aveva pianificato una strage in una scuola, ispirandosi al tragico evento della Columbine High School, e un successivo suicidio.
L’indagine, denominata «Imperium» e avviata nell’ottobre 2025 dalla Sezione Anticrimine di L’Aquila, ha portato all’arresto del diciassettenne e a sette perquisizioni.
Queste ultime, di natura locale, personale e informatica, hanno coinvolto altri minorenni residenti nelle province di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo.
Dettagli dell’operazione
L’operazione è scattata nelle prime ore del mattino, interessando le regioni Abruzzo, Emilia Romagna, Umbria e Toscana. Le azioni sono state condotte dal Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, in stretta collaborazione con i comandi provinciali territorialmente competenti.
Al giovane vengono contestati il reperimento e la diffusione di manuali contenenti istruzioni dettagliate per la fabbricazione di congegni bellici e armi da fuoco. Tra il materiale sequestrato figurano documenti su sostanze chimiche e batteriologiche, vademecum per il sabotaggio di servizi pubblici essenziali, e informazioni tecniche su armi realizzabili con tecnologia 3D.
Sono state rinvenute anche indicazioni sul TATP, un esplosivo noto come «madre di Satana».
Contatti ideologici e rete neonazista
Le indagini hanno documentato i contatti tra il minore e il vertice del gruppo Telegram «Werwolf Division», di chiari ideali neonazisti, vicini alla destra estrema. Questa piattaforma online è incentrata sulla supremazia della «razza ariana» e sulla glorificazione di figure come i mass shooter Brenton Tarrant e Anders Behring Breivik, elevati a «santi» con l’obiettivo di incentivarne l’emulazione.
Tutti i minorenni coinvolti risultano inseriti in un ecosistema virtuale transnazionale di matrice neonazista, accelerazionista e suprematista. Tale rete si è dimostrata particolarmente sensibile alla carica istigatoria del materiale ideologico condiviso, particolarmente violenta e pericolosa.