A Tuoro sul Trasimeno, in provincia di Perugia, un uomo di 77 anni si era introdotto in un terreno per raccogliere delle more, ma è precipitato in un pozzo perdendo la vita. Il fatto risale al 2017, ma la vicenda giudiziaria si è conclusa soltanto dopo otto anni: la Corte d’Appello ha infatti condannato il proprietario del terreno a sei mesi di reclusione con l’accusa di omicidio colposo.

Secondo quanto stabilito dai giudici, il proprietario avrebbe dovuto occuparsi della messa in sicurezza del vecchio pozzo presente all’interno della proprietà.

In particolare, avrebbe dovuto curarne la manutenzione, chiuderlo in modo adeguato e rimuovere la vegetazione che lo ricopriva, così da impedirne l’accesso e ridurre il rischio di incidenti.

Perché il proprietario è stato condannato

La Corte d’Appello ha ritenuto responsabile il comproprietario del terreno per non aver adottato gli interventi necessari a rendere sicuro il pozzo abbandonato. La struttura, infatti, risultava priva sia di parapetti sia di una copertura e costituiva quindi un possibile pericolo per chiunque si trovasse nella zona. Proprio l’assenza di adeguate protezioni, secondo i giudici, avrebbe contribuito a provocare la morte dell’uomo che si era introdotto nella proprietà.

Si legge nella sentenza: "Anche a voler considerare esistente un contributo causale della vittima nella realizzazione dell'evento luttuoso questo non poteva scriminare le macroscopiche omissioni del proprietario dell'immobile con riguardo alla manutenzione dello stesso, considerata la sua fatiscenza e l'assenza di efficienti sistemi di chiusura della proprietà, nonché soprattutto del vulnus derivante dall'insidia costituita di per sé sola dal pozzo, il cui orifizio si apriva a livello del piano della campagna ed era sprovvisto di qualsivoglia segnalazione".

Il ritrovamento del corpo

Il corpo dell’uomo, un cittadino albanese di 77 anni, venne trovato all’interno del pozzo, profondo circa tre metri e con un diametro di un metro e mezzo. La cavità era nascosta da rovi e vegetazione, circostanza che ne rendeva difficile l’individuazione.

A individuare il cadavere, dopo ore di ricerche, fu il cane dei Vigili del Fuoco. Le operazioni erano partite dopo l’allarme lanciato dai familiari dell’uomo, preoccupati per il mancato rientro a casa. Secondo quanto ricostruito, il 77enne era uscito dalla propria abitazione intorno alle 19 di un lunedì sera. Non vedendolo tornare, poco prima della mezzanotte i familiari si sono allarmati e hanno contattato i Carabinieri, dando così il via alle ricerche che si sono concluse con il tragico ritrovamento all’interno del terreno.