La famiglia di Fatime, la dodicenne deceduta tragicamente in mare a Pescara il 24 luglio 2025, ha ricevuto una notizia di profonda importanza: l’autorizzazione al rimpatrio della salma. Questo provvedimento, giunto dopo mesi di attesa e al termine di tutte le procedure necessarie, segna un momento cruciale per i genitori, Lossou Gavor Kossi Denis e Camara Macire. Potranno finalmente organizzare il rientro della figlia a Conakry, in Guinea, garantendole una degna sepoltura nella sua terra d’origine.

Un lungo percorso verso la sepoltura

Il nulla-osta per il rimpatrio è stato emesso a nove mesi dalla tragedia, avvenuta nell'estate del 2025.

Il rilascio del documento è stato possibile solo dopo il completamento delle indagini e delle formalità amministrative. I genitori hanno condiviso il loro dolore, affermando che «si chiude un anno tragico per noi». Hanno inoltre espresso gratitudine alla comunità di Pescara e al sindaco Masci per il sostegno dimostrato e per l’impegno profuso nel facilitare le complesse pratiche del rimpatrio.

Procedure per il trasporto internazionale di salme

La normativa italiana prevede che l’autorizzazione al trasporto internazionale di una salma, comunemente nota come “passaporto mortuario”, venga rilasciata dall’ufficio di stato civile competente per territorio, ovvero quello del luogo in cui è avvenuto il decesso.

Questo documento è un requisito imprescindibile per il trasferimento della salma tra Stati, venendo scrupolosamente verificato nei Paesi di partenza, transito e destinazione.

Le autorità diplomatico-consolari svolgono un ruolo di supporto fondamentale in queste circostanze. Esse assistono attivamente i familiari del defunto, coordinando le procedure indispensabili per il trasferimento della salma o delle ceneri, offrendo un sostegno essenziale in un momento di grande fragilità.