Un momento di inattesa umanità ha segnato il processo a Milano per l'aggressione subita da Davide Cavallo, studente di 22 anni. Prima della Camera di Consiglio, Cavallo ha chiesto e ottenuto dal giudice di poter abbracciare i due imputati, responsabili della grave aggressione avvenuta lo scorso ottobre. I tre hanno avuto un lungo colloquio in aula. Al termine dell'udienza, Cavallo ha lasciato il tribunale accompagnato dai genitori, senza rilasciare dichiarazioni.
Le sentenze per l'aggressione in Corso Como
L'episodio che ha portato in tribunale i giovani risale al 12 ottobre dello scorso anno.
Davide Cavallo fu vittima di un brutale pestaggio in Corso Como, nei pressi di una discoteca della movida milanese. Il giovane fu aggredito da un gruppo di cinque ragazzi che intendevano sottrargli una banconota da 50 euro. Durante l'aggressione, uno degli aggressori accoltellò Cavallo, causandogli una lesione permanente.
Nel processo, il giudice per l'udienza preliminare (GUP) di Milano, Alberto Carboni, ha emesso le sentenze. Alessandro Chiani è stato condannato a 20 anni di carcere con rito abbreviato, riconosciuto colpevole di tentato omicidio e rapina. Il coimputato Ahmed Atia, invece, è stato assolto dall'accusa di rapina ma condannato a 10 mesi e 20 giorni per omissione di soccorso, venendo successivamente scarcerato.
Il coinvolgimento dei minori e il gesto della vittima
Gli altri tre responsabili dell'aggressione, essendo minorenni all'epoca dei fatti, sono imputati in un procedimento parallelo che si svolge davanti al tribunale per i minori. La decisione di Cavallo di incontrare e abbracciare i suoi aggressori in aula ha rappresentato un momento di profonda riflessione e di particolare rilevanza nel corso del procedimento giudiziario, sottolineando una dimensione umana al di là delle sentenze.