Nella sua enciclica, Papa Leone XIV lancia un forte richiamo sul crescente potere delle grandi aziende tecnologiche e sui rischi legati alla concentrazione di conoscenza e innovazione nelle mani di pochi soggetti.

“In un contesto in cui la ricchezza delle nazioni dipende sempre più da conoscenze e tecnologie, quando questi beni restano concentrati nelle mani di pochi, senza adeguate forme di condivisione e di accesso, si crea un nuovo squilibrio”, scrive il Pontefice, sottolineando come il controllo delle tecnologie possa ampliare le disuguaglianze economiche e sociali.

Nel documento viene inoltre ribadito il ruolo centrale delle istituzioni pubbliche nel garantire equilibrio e partecipazione democratica. “Gli Stati e le istituzioni sovranazionali sono chiamati a garantire regole giuste e tutele efficaci”, afferma Leone, affinché tutti possano contribuire alle “scelte che incidono sulla vita delle persone”.

Il Papa mette quindi in guardia dal rischio che il potere decisionale venga concentrato in poche mani: “Non si può lasciare che pochi attori orientino da soli i processi”, avverte, richiamando ancora una volta il principio del “bene comune” come guida fondamentale per lo sviluppo tecnologico e sociale.

La concentrazione del potere delle Big Tech nel dibattito globale

Leone ha posto un forte accento sull'importanza di monitorare attentamente le dinamiche di mercato che vedono le grandi aziende tecnologiche come protagoniste indiscusse.

Il tema della concentrazione del potere in un numero ristretto di operatori è, infatti, oggetto di crescente attenzione e dibattito non solo a livello nazionale, ma anche da parte di istituzioni e autorità di regolamentazione internazionali. Le Big Tech, come riconosciuto, forniscono servizi digitali fondamentali e, grazie alla loro posizione di quasi monopolio, sono in grado di influenzare in maniera determinante il mercato unico digitale. Per affrontare queste sfide, sono state introdotte normative specifiche, come il Digital Markets Act, che mira a limitare gli abusi di posizione dominante e a promuovere un ecosistema digitale più equo e competitivo. Le riflessioni di Leone si inseriscono, pertanto, in un dibattito ampio e attuale, che coinvolge attivamente istituzioni, aziende e la cittadinanza, e che è cruciale per definire il futuro della regolamentazione delle piattaforme digitali e la tutela dei diritti nell'era dell'economia digitale.