Il Tribunale del Riesame di Napoli ha recentemente annullato la misura cautelare precedentemente disposta nei confronti di Carmine Galiero, un trentaduenne originario di Sant’Eframo. La decisione è giunta venerdì scorso, in riferimento al suo coinvolgimento in una vasta operazione antidroga condotta lo scorso 5 maggio dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Tale operazione mirava a colpire le attività illecite del clan Contini, noto per essere una componente di spicco della federazione mafiosa partenopea denominata Alleanza di Secondigliano.
Tra le accuse più gravi contestate a Galiero figurava l'associazione a delinquere, specificamente finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.
Il ruolo contestato e l'operazione antidroga
Secondo le ricostruzioni iniziali degli inquirenti, Carmine Galiero, già con precedenti di polizia per reati legati allo spaccio di droga e con accertati legami familiari con alcuni esponenti apicali del clan Contini, avrebbe svolto un ruolo chiave. Gli investigatori ritenevano che Galiero gestisse attivamente i pusher da una struttura definita "sala di regia". Questa presunta centrale operativa era stata individuata dalle forze dell'ordine all'interno della sala scommesse Eurobet, situata in via Pier delle Vigne, una zona strategicamente vicina alla storica roccaforte del clan Contini.
La sua difesa è stata curata dall'avvocato Emilio Coppola.
Le motivazioni della decisione del Riesame
La dodicesima sezione del Tribunale del Riesame ha esaminato attentamente gli elementi probatori raccolti, giungendo alla conclusione di annullare l'ordinanza di custodia cautelare. La motivazione principale risiede nella ritenuta insussistenza della gravità indiziaria nei confronti del trentaduenne. Questa decisione implica che, al momento attuale, gli indizi a carico di Galiero non sono stati considerati sufficientemente gravi o consistenti per mantenere la misura cautelativa. L'annullamento rappresenta un significativo sviluppo nell'ambito dell'inchiesta, che aveva inizialmente portato all'arresto di Galiero come presunto responsabile e coordinatore delle attività di spaccio gestite dal clan.
Il contesto dell'azione della DDA di Napoli
L'operazione in cui è stato coinvolto Carmine Galiero rientra nel più ampio e costante impegno della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Questo organo giudiziario ha il compito primario di coordinare le indagini e le azioni repressive volte a contrastare la criminalità organizzata, con un focus particolare sui fenomeni mafiosi profondamente radicati nel territorio campano. La DDA si dedica alla lotta contro reati complessi quali l'associazione mafiosa, il traffico illecito di stupefacenti, le estorsioni e il riciclaggio di denaro. Attraverso il coordinamento delle forze dell'ordine, la DDA promuove operazioni mirate, come quella che ha interessato il clan Contini, per smantellare le strutture criminali e affermare la legalità sul territorio.