Un attacco missilistico balistico, attribuito all'Iran, ha colpito il 30 maggio la base aerea di Ali Al Salem in Kuwait. Le difese aeree kuwaitiane hanno intercettato il missile Fateh-110, ma i detriti risultanti dall'intercettazione sono caduti sulla base, provocando danni significativi e causando lievi ferite a diverse persone.
Dettagli e conseguenze dell'attacco
L'incidente ha coinvolto circa cinque persone, tra cui contractor e personale militare statunitense in servizio attivo, che hanno riportato ferite di lieve entità. L'attacco ha avuto un impatto significativo anche sui mezzi aerei presenti nella base: un drone da attacco statunitense MQ-9 Reaper è stato completamente distrutto, e almeno un altro esemplare ha subito gravi danni.
Il valore stimato di ciascun drone MQ-9 Reaper si aggira intorno ai 30 milioni di dollari, evidenziando la portata economica del danno subito.
Questo episodio si è verificato in un momento delicato, mentre negli Stati Uniti era in corso una discussione su un possibile accordo per estendere una fragile tregua che era in vigore dalla fine di aprile. Nonostante tale tregua, entrambe le parti avevano continuato a condurre azioni militari nel periodo precedente all'attacco.
Il missile Fateh-110 e il contesto regionale
La base aerea di Ali Al Salem rappresenta una delle principali installazioni militari presenti in Kuwait, fungendo da importante snodo per il personale e i mezzi statunitensi nella regione.
Il missile impiegato nell'attacco, il Fateh-110, è classificato come un missile balistico a corto raggio, noto per la sua capacità di trasportare una testata fino a 500 chilogrammi. Questo tipo di armamento è stato ampiamente utilizzato nel corso del conflitto; dall'inizio delle ostilità, avvenuto il 28 febbraio, l'Iran ha lanciato oltre 1.850 missili balistici contro obiettivi nella regione.
Le autorità statunitensi non hanno rilasciato commenti immediati in merito all'attacco. Tuttavia, il più recente rapporto del Dipartimento della Difesa, relativo all'operazione Epic Fury – il nome attribuito alla campagna contro l'Iran – indica un bilancio complessivo di 14 morti e 409 feriti tra il personale americano dall'inizio delle operazioni.