Un'importante operazione condotta dai carabinieri della sezione criptovalute del comando antifalsificazione monetaria, sotto il coordinamento della Procura di Napoli, ha smantellato un gruppo criminale specializzato nella vendita di banconote false di vario taglio. L'intervento ha portato alla notifica di dodici provvedimenti cautelari: tre individui sono stati arrestati in carcere, cinque posti ai domiciliari, due sottoposti all'obbligo di dimora e altri due all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le accuse contestate includono l'associazione per delinquere e l'autoriciclaggio.
La centrale operativa dell'organizzazione è stata localizzata nei Quartieri Spagnoli di Napoli. Qui, le banconote contraffatte – tagli da 20, 50 e 100 euro – venivano pubblicizzate e smerciate tramite un canale Telegram criptato, noto come “Elreal Shop”. La rete di vendita si estendeva sia in Italia che all'estero, con transazioni effettuate esclusivamente in bitcoin per garantire l'anonimato. Questa strategia permetteva di raggiungere una vasta clientela, sfruttando la discrezione offerta dalla piattaforma di messaggistica.
L'operazione e il sequestro di beni per un milione di euro
Le indagini hanno portato al sequestro di beni per circa un milione di euro, effettuato dal Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli.
Il provvedimento ha interessato quattro indagati, tra cui Domenico Filodoro, considerato il capo della banda e con presunti legami con il clan Mazzarella. Gli altri coinvolti sono Ciro Muro, Orsola Calise ed Espedito Mazzocchi. Tutti e quattro hanno ricevuto la notifica di arresto in carcere.
Il decreto di sequestro, emesso dal gip Rosamaria De Lellis su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, è scaturito da approfonditi accertamenti economico-patrimoniali. Questi controlli hanno rivelato significative incongruenze tra il patrimonio disponibile degli indagati e dei loro nuclei familiari e i redditi dichiarati o le attività economiche svolte nel periodo compreso tra il 2004 e il 2022.
Tra i beni posti sotto sequestro figurano tre abitazioni, due magazzini, numerosi rapporti bancari e finanziari riconducibili agli indagati, e un 'basso' nel quartiere Pendino di Napoli, trasformato in base operativa per lo smercio delle banconote false.
La rete di vendita e l'uso di piattaforme criptate
La promozione e vendita delle banconote false avveniva attraverso il canale Telegram “Elreal Shop”, che sfruttava la crittografia della piattaforma per assicurare l'anonimato delle comunicazioni e degli scambi. I pagamenti, eseguiti esclusivamente in bitcoin, rendevano estremamente complessa la tracciabilità delle transazioni. L'operato illecito si estendeva a diversi paesi europei, evidenziando la dimensione internazionale del traffico di valuta contraffatta.
Le meticolose indagini hanno consentito di ricostruire l'intera struttura organizzativa del gruppo criminale. È stata così individuata la base operativa principale, situata sia nei Quartieri Spagnoli che nel quartiere Pendino di Napoli. In quest'ultima località, una congrega religiosa, originariamente adibita a circolo ricreativo, era stata trasformata in un vero e proprio centro per lo smercio delle banconote false.