La Procura di Pavia ha concluso l'inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco. L'avviso di conclusione indagini è stato notificato ad Andrea Sempio, ora indagato. Gli atti saranno trasmessi alla Procura generale di Milano per sollecitare la revisione del processo che, nel 2015, condannò a 16 anni Alberto Stasi.

Accuse a Sempio e movente

La Procura di Pavia contesta a Sempio l'omicidio di Chiara Poggi, aggravato da crudeltà e motivi abietti. La ricostruzione ipotizza un movente legato al rifiuto di un'avance. Chiara Poggi sarebbe stata colpita almeno dodici volte, probabilmente con un martello o un oggetto contundente non individuato.

Il documento notificato a Sempio il 6 maggio 2026 riassume le nuove prove (indagini 2016-2017). Questa svolta investigativa si proietta sulla tenuta del giudicato.

Iter procedurale e revisione

L'avviso di conclusione indagini (articolo 415-bis c.p.p.) consente alla difesa di Sempio di visionare gli atti, depositare memorie o richiedere indagini. La Procura di Pavia deciderà sull'azione penale. Parallelamente, la Procura generale di Milano, guidata da Francesca Nanni, valuterà i presupposti per promuovere la revisione della sentenza definitiva di Stasi.

Il caso Garlasco riaperto

L'iniziativa riapre uno dei casi giudiziari più discussi. L'omicidio di Chiara Poggi (quasi diciannove anni fa) e la condanna definitiva di Alberto Stasi a 16 anni (undici anni fa) tornano al centro. La riapertura del dossier e la trasmissione degli atti spostano il baricentro dell'inchiesta su prova scientifica, ricostruzione investigativa e conseguenze sull'errore giudiziario.