Migliaia di agricoltori peruviani stanno paralizzando nove regioni del Paese con un secondo giorno di sciopero nazionale, caratterizzato da blocchi stradali e intense proteste. La mobilitazione, indetta dalla Confederazione nazionale dell’agro peruviano (Conveagro), coinvolge le aree di Piura, Lambayeque, Arequipa, Puno, San Martín, Ucayali, Huánuco, Tumbes e La Libertad. La protesta è scaturita dal crollo dei prezzi agricoli, dall’aumento dei costi dei fertilizzanti e dall’impatto delle importazioni di riso a basso costo, fattori che stanno mettendo in ginocchio il settore.

Blocchi stradali e tensioni a Piura

Le autorità del trasporto terrestre hanno confermato l'interruzione di almeno tredici punti viari cruciali, inclusi segmenti della Panamericana Norte e della Federico Basadre. La regione di Piura è stata epicentro delle tensioni, in particolare presso l’óvalo El Trébol, un nodo strategico che connette la Panamericana Norte con le città di Piura e Chiclayo. Qui, si sono registrati momenti di forte attrito: gruppi di agricoltori hanno lanciato pietre contro camion e, in diverse occasioni, contro gli agenti della Polizia Nazionale del Perù (PNP) intervenuti per ripristinare la circolazione. Nonostante i blocchi, i manifestanti hanno garantito il passaggio prioritario ad ambulanze e veicoli di emergenza, cercando di mitigare l'impatto sui servizi essenziali.

Le richieste degli agricoltori e l'impatto economico

Al centro delle rivendicazioni vi è la richiesta di dichiarare lo stato d’emergenza per il settore agricolo e di adottare misure concrete contro l’importazione di riso straniero, ritenuta responsabile del drastico calo dei prezzi alla produzione. Un agricoltore del distretto La Arena ha testimoniato la gravità della situazione: “Oggi un ettaro di riso ci costa tra 12.000 e 13.000 soles. Dobbiamo raccogliere circa 200 sacchi, ma ci stanno pagando tra 50 e 54 soles per sacco”. I dirigenti agrari hanno ribadito che la protesta proseguirà fino a quando il governo non fornirà risposte e provvedimenti efficaci. Le perdite stimate superano i 10.000 soles per ettaro investito, con il prezzo di vendita del riso che è crollato da 70-80 soles a circa 50 soles per sacco, una cifra insufficiente a coprire i costi operativi e le passività finanziarie.

L'ampiezza della mobilitazione ha avuto ripercussioni significative sulla vita quotidiana delle comunità: le scuole rurali hanno sospeso le lezioni in presenza e si sta diffondendo il timore di carenze alimentari nei mercati locali. Il governo ha espresso la volontà di avviare un dialogo e ha promesso maggiori controlli sul commercio illegale di riso, ma finora non ha annunciato misure immediate per affrontare la crisi. Nel frattempo, il Ministero Pubblico, tramite la Seconda Fiscalía Provinciale Penal di Piura, sta monitorando attentamente lo svolgimento delle proteste, esortando i manifestanti a evitare atti di violenza e a mantenere l'ordine pubblico. Oltre all'óvalo El Trébol, sono stati segnalati blocchi e concentrazioni anche presso il ponte Independencia e nei distretti di La Unión e La Arena.