Il Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) di Nola ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere per Mario Landolfi, 48 anni, reo confesso del duplice omicidio di due donne. I delitti sono avvenuti il 16 e 17 maggio 2026 in un cantiere abbandonato a Pollena Trocchia, nell'area vesuviana del Napoletano. Il provvedimento di fermo era stato emesso dalla Procura e notificato dai carabinieri.
Durante l'udienza di convalida, svoltasi in videocollegamento con il tribunale, Landolfi, assistito dall'avvocato Antonio Abete, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Tuttavia, ha rilasciato dichiarazioni che gli inquirenti hanno ritenuto autoaccusatorie, rafforzando il quadro probatorio a suo carico.
Le vittime sono state identificate come due prostitute: una 29enne originaria del Casertano e una 49enne di origini ucraine. Entrambe sono state uccise a seguito di una lite per il compenso delle prestazioni sessuali. Dalle indagini è emerso che la prima vittima avrebbe richiesto un supplemento di 50 euro rispetto ai 50 euro inizialmente pattuiti. La seconda, invece, avrebbe chiesto 115 euro contro gli 80 euro concordati, cifra che includeva una richiesta aggiuntiva per consumare il rapporto in albergo, negata da Landolfi.
Le indagini e il ruolo cruciale dei testimoni
L'individuazione di Mario Landolfi è stata resa possibile grazie al contributo fondamentale di due testimoni. Una coppia che si trovava nella zona del cantiere abbandonato ha notato l'uomo arrivare in auto con una delle vittime e, poco dopo, tornare da solo con una borsetta bianca in mano. Uno dei testimoni ha riconosciuto Landolfi, avendolo già visto in precedenza, e ha prontamente scattato una fotografia della vettura, immortalando la targa. Questo dettaglio si è rivelato cruciale per i carabinieri, che sono riusciti a risalire rapidamente all'identità del sospettato.
Ulteriori conferme sono giunte dalla moglie di Landolfi, la quale ha fornito dettagli sugli orari in cui il marito era assente da casa, informazioni che hanno corroborato le testimonianze e gli elementi raccolti dagli investigatori.
Il cantiere abbandonato: scenario del duplice omicidio
Il luogo dove sono stati commessi i delitti è un cantiere edile abbandonato a Pollena Trocchia, tristemente noto nell'area vesuviana come punto di ritrovo isolato per prostitute e tossicodipendenti. Si tratta di una vasta struttura in cemento, lunga centinaia di metri, rimasta incompiuta per decenni. Le sue pareti sono ricoperte da scritte di varia natura, testimonianza del passaggio di numerose persone. Questo sito, simbolo di degrado e spreco, è stato descritto dagli inquirenti come un "inferno", in netto contrasto con una scritta benaugurante presente su una parete che recita "Benvenuto in paradiso".
Il coordinamento della Procura di Nola
La Procura di Nola ha svolto un ruolo centrale nel coordinamento delle indagini. La Pubblico Ministero Martina Salvati ha seguito da vicino tutte le fasi dell'inchiesta, inclusa la presenza durante la confessione di Landolfi in caserma. L'autorità giudiziaria ha gestito la raccolta delle testimonianze, l'analisi degli elementi probatori e la richiesta di convalida del fermo, culminata con la disposizione della misura cautelare in carcere da parte del Gip, ritenuta indispensabile data la gravità dei fatti e l'ammissione di colpevolezza da parte dell'indagato.