Il bilancio delle vittime dei raid aerei israeliani nel sud del Libano è salito a tredici morti. Gli attacchi, avvenuti il primo maggio 2026, hanno colpito diverse località, tra cui i villaggi di Habboush e Zrariyeh, oltre al distretto della città costiera di Tiro.

Le vittime e i luoghi colpiti dagli attacchi

Otto persone, tra cui un bambino e due donne, sono state uccise e altre ventuno ferite, inclusi due bambini e una donna, a seguito degli attacchi al villaggio di Habboush. In questa località, l'esercito israeliano aveva precedentemente invitato i residenti ad evacuare.

L'agenzia di stampa ufficiale libanese ha riportato una "serie di intensi raid" avvenuti "poco meno di un’ora dopo l’avvertimento israeliano". A Habboush, un fotografo ha documentato colonne di fumo levarsi dalle zone colpite dalle bombe.

Un altro attacco aereo ha interessato il villaggio di Zrariyeh, situato nella regione di Sidone, dove quattro persone hanno perso la vita, tra cui due donne. Quattro ulteriori individui, tra cui un bambino e una donna, sono rimasti feriti. Nel distretto della città costiera di Tiro, una donna è stata uccisa e sette persone hanno subito ferite. Ulteriori raid aerei e colpi di artiglieria sono stati segnalati in altre località del sud del Libano.

Il contesto del conflitto e le operazioni israeliane

Questi attacchi si sono verificati nonostante il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, in vigore dal 17 aprile 2026, che aveva l'obiettivo di fermare oltre sei settimane di conflitto. L'accordo di cessate il fuoco prevede la possibilità per Israele di agire contro "attacchi pianificati, imminenti o in corso". Prima dei raid, l'esercito israeliano aveva avvertito i residenti di Habboush di evacuare verso aree aperte, ad almeno un chilometro di distanza dal centro abitato. Le operazioni israeliane si concentrano all'interno di una zona definita "Yellow Line", che si estende per circa dieci chilometri dal confine libanese. In quest'area, sono state effettuate detonazioni e demolizioni di edifici.

Il bilancio complessivo delle vittime dei raid israeliani nel sud del Libano, a partire dal 2 marzo 2026, supera le 2.600 persone. Tra queste, si contano 103 soccorritori e paramedici. Due paramedici della Croce Rossa libanese figurano tra le vittime degli attacchi aerei, evidenziando i rischi affrontati da chi opera per salvare vite umane nella regione.