Lunedì mattina, le forze dell'ordine faranno ritorno nella residenza della famiglia Di Vita a Pietracatella per procedere al prelievo di tutti i dispositivi elettronici. Questi appartenevano a Sara Di Vita e a sua madre, Antonella Di Ielsi, le due donne tragicamente decedute per avvelenamento subito dopo le festività natalizie. L'operazione è stata espressamente disposta dalla procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, che sta coordinando l'importante inchiesta per duplice omicidio premeditato, un caso che ha scosso profondamente la comunità locale.
Le procedure di prelievo e i soggetti coinvolti
Il personale altamente specializzato della Polizia Scientifica sarà incaricato di eseguire il prelievo dei dispositivi, che includono cellulari, computer, tablet e chiavette USB. Le operazioni saranno condotte con la massima cura, adottando modalità idonee a non alterare lo stato dei luoghi, che rimangono sotto sequestro giudiziario. Per consentire l'accesso, i sigilli apposti alla casa saranno temporaneamente rimossi, per poi essere nuovamente apposti una volta completato il prelievo. A garanzia della trasparenza e dell'integrità delle prove, tutte le fasi dell'operazione saranno meticolosamente documentate tramite riprese video.
La Procura ha provveduto a informare sia gli indagati, un gruppo di cinque medici, sia le parti offese, ovvero i cinque parenti più stretti delle vittime.
Le operazioni avranno inizio alle ore 10. È stato specificato che ogni parte coinvolta potrà essere rappresentata da un unico delegato, il quale dovrà essere munito di tutti i dispositivi di protezione individuale necessari per evitare qualsiasi potenziale contaminazione della scena. Questo include tute protettive e l'equipaggiamento completo richiesto per operare in un ambiente sotto indagine forense.
L'analisi forense dei reperti digitali
Una volta prelevati, i dispositivi elettronici saranno immediatamente trasferiti al laboratorio digitale della Procura di Campobasso. Qui, verranno sottoposti a una complessa e approfondita serie di attività di acquisizione forense. Queste delicate operazioni, fondamentali per l'inchiesta, saranno formalmente delegate dalla Procura attraverso un atto successivo.
Un procedimento analogo era già stato eseguito il mese precedente, quando era stato sequestrato e analizzato lo smartphone di Alice Di Vita, un'altra figura chiave nell'ambito delle indagini.
L'importanza di queste attività risiede nella possibilità di estrarre dati cruciali dai dispositivi, che potrebbero fornire elementi probatori determinanti per fare luce sulla dinamica e sulle responsabilità legate al duplice omicidio. La Procura della Repubblica di Larino, guidata dalla procuratrice Antonelli, continua a dirigere le indagini con l'obiettivo di ricostruire ogni dettaglio della tragica vicenda e assicurare giustizia per Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi.