Mosca accusa Kiev: “Il drone esploso a Costanza era ucraino”. L’Ambasciata russa in Romania ha sostenuto che il drone marino esploso nel porto di Costanza fosse di origine ucraina e ha affermato che altri tre dispositivi analoghi sarebbero diretti verso le acque territoriali rumene.
In una nota pubblicata sul proprio canale Telegram, la rappresentanza diplomatica ha dichiarato: “Si tratta di droni marini ucraini, utilizzati dal regime di Kiev per compiere atti terroristici contro navi civili e minacciare la sicurezza della navigazione nel Mar Nero”.
L’ambasciata ha inoltre respinto ogni ipotesi di coinvolgimento russo nell’incidente, sostenendo che “qualsiasi tentativo di attribuire direttamente o indirettamente la responsabilità di questo incidente alla Russia è privo di qualsiasi fondamento”.
Le dichiarazioni arrivano dopo l’esplosione avvenuta nel porto di Costanza, sul Mar Nero, mentre restano da chiarire la dinamica dell’accaduto e l’effettiva provenienza del drone coinvolto.
Costanza: un porto strategico sul Mar Nero
La città di Costanza, situata strategicamente sulla costa rumena del Mar Nero, riveste un ruolo di primaria importanza a livello regionale. Essa rappresenta infatti il principale porto della Romania e si configura come un cruciale nodo logistico per l'intero traffico marittimo che attraversa questa delicata regione.
La sua posizione geografica intrinseca la rende un punto di interesse significativo all'interno delle complesse dinamiche regionali, coinvolgendo direttamente tutti i paesi che si affacciano sul Mar Nero. Eventi come quello segnalato dall'ambasciata russa, sebbene non confermati da altre fonti, sottolineano la sensibilità e l'importanza geopolitica di questa area, rendendola un potenziale scenario per tensioni o incidenti.