Il sindaco di Avella, Vincenzo Biancardi, ha espresso solidarietà e vicinanza a Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, dopo l’arresto dei presunti autori dell’attentato dinamitardo del 16 ottobre 2025 davanti all’abitazione del giornalista a Pomezia (Roma). Tra gli indagati figurano Pellegrino D’Avino e Marika De Filippi, residenti ad Avella da circa due anni.

Biancardi ha precisato che l’immagine della comunità di Avella, impegnata nella legalità, non può identificarsi con le vicende giudiziarie individuali. La coppia arrestata, poco conosciuta e non partecipante alla vita comunitaria, fu definita “perfetti sconosciuti”.

Dettagli sull'attentato e le accuse

L’attentato, avvenuto la sera del 16 ottobre 2025, è stato descritto dal giudice per le indagini preliminari di Roma come un fatto di “eccezionale gravità intimidatoria”. L’ordinanza cautelare per i cinque indagati – Pellegrino D’Avino, Antonio Passariello, Saverio Mutone, Luca Amato e Marika De Filippis – ha escluso l’accusa di strage. La decisione si basa sull'assenza di prove di volontà di uccidere, requisito per il reato di strage (art. 422 c.p.).

Il commando sarebbe stato assoldato da mandanti ignoti per alcune migliaia di euro. L’esplosivo, tra 200 e 400 grammi, fu posizionato per ridurre i rischi di danni maggiori. Le intercettazioni hanno chiarito che l’obiettivo era “farlo spaventare”, non uccidere.

L’azione fu pianificata per le 22:17, orario scelto per la strada deserta. I reati contestati sono detenzione e utilizzo di esplosivo, danneggiamento aggravato e minaccia grave, tutti aggravati dal metodo mafioso.

Le indagini in corso

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia (DDA) di Roma, proseguono per individuare i mandanti dell’attentato. È stata ipotizzata una connessione con il clan Moccia di Afragola, sebbene senza riscontri investigativi certi. Dall’ordinanza è emersa anche una protezione per gli esecutori, con assistenza legale, piani di fuga e supporto economico all’estero.