Un commerciante di auto e orologi di lusso è stato sequestrato, picchiato e rapinato nel Casertano il 12 maggio 2026. L'uomo è stato avvicinato da un gruppo di individui, privato di un'ingente somma di denaro contante, di un prezioso orologio e di un borsello contenente le chiavi di diverse autovetture extralusso custodite nella sua concessionaria. Successivamente, è stato condotto in un luogo isolato dove i malviventi lo hanno aggredito per costringerlo a consegnare ulteriori beni di valore, per un bottino complessivo stimato in diverse centinaia di migliaia di euro.

L'operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e condotta dalla Polizia di Stato di Caserta, ha portato all'emissione e alla convalida di nove provvedimenti di fermo. Le accuse contestate a vario titolo includono sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina, lesioni personali, aggravate dall'utilizzo di armi e dal metodo mafioso. La vittima è stata inizialmente avvicinata da soggetti legati al clan dei Casalesi e, in seguito, da persone riconducibili al contesto camorristico di Recale e Curti.

L'indagine e i provvedimenti cautelari

Il provvedimento precautelare, disposto dalla DDA di Napoli, è stato convalidato sia dal gip di Santa Maria Capua Vetere sia dal gip di Napoli Nord, che ha disposto la custodia cautelare in carcere per tutti i fermati.

La persona offesa è l'imprenditore P.W.S., titolare di una società di compravendita di auto e orologi di lusso. L'indagine ha rivelato che la vicenda ha avuto origine da rapporti commerciali tra la vittima e un broker del settore, degenerati in contestazioni economiche e richieste di denaro sempre più pressanti, fino a una pretesa di circa 600mila euro, considerata dagli indagati un credito da recuperare.

Durante l'aggressione, avvenuta nei pressi del cimitero di San Prisco, la vittima è stata immobilizzata, coperta al volto e sottoposta a minacce e violenze fisiche. I responsabili hanno utilizzato schiaffi, pugni e intimidazioni per costringerlo a riconoscere il debito e a consegnare i beni richiesti.

Tra gli oggetti sottratti figurano un orologio Rolex modello “GMT Master” del valore di circa 23mila euro, denaro contante, gioielli e altri effetti personali. Sono state disposte perquisizioni nelle abitazioni e nei luoghi nella disponibilità degli indagati, alla ricerca di telefoni cellulari, documentazione, armi, somme di denaro e oggetti pertinenti ai reati contestati.

I nomi degli indagati e le accuse

Tra i destinatari del fermo figurano Francesco Argenziano, Domenico Cuono Buonavolontà, Pasquale Campobattano, Carmine Derrotti, Andrea Menditti, Fabrizio Menditti, Antonio Rosato, Lorenzo Smeriglio e Marco Varletta. Nell'ambito della stessa indagine, risultano coinvolti, ma attualmente a piede libero, Marco Albertini, Pasquale Apiella e Pasquale Corvino.

In totale, dodici persone sono sottoposte a indagini e coinvolte in undecreto di perquisizione. Le accuse, contestate a vario titolo, comprendono tentata estorsione, sequestro di persona, lesioni, rapina e reati in materia di armi, tutti aggravati dal metodo mafioso. L'inchiesta si trova nella fase delle indagini preliminari e le posizioni degli indagati restano al vaglio dell'autorità giudiziaria.