Un recente report evidenzia progressi e sfide nel sistema giudiziario italiano, con una riduzione dei tempi medi di definizione dei procedimenti tra il 2019 e il 2025. Sebbene il settore penale abbia superato gli obiettivi prefissati, quello civile non ha ancora raggiunto il traguardo stabilito dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

Il documento, che analizza l'andamento dei tempi medi della giustizia, rivela che nel settore civile si è registrata una diminuzione del 28,8%. Questo dato, pur significativo, si posiziona al di sotto del target Pnrr che prevedeva una riduzione del 40%.

I tempi della giustizia civile: progressi e obiettivi mancati

L'obiettivo del Disposition Time per il contenzioso civile stabilisce che un procedimento completo, che attraversi tutti i gradi di giudizio (Tribunale, Corte di appello e Cassazione), debba durare meno di 1.507 giorni. Questo rappresenta un calo consistente rispetto ai 2.512 giorni medi registrati nel 2019.

Al 31 dicembre 2025, i dati mostrano che i tempi medi effettivi si attestano a 1.789 giorni. La riduzione del 28,8% rispetto al 2019 è apprezzabile, ma non sufficiente a centrare l'obiettivo Pnrr. L'analisi dettagliata evidenzia che la diminuzione più marcata si è verificata in Cassazione, con un calo del 33,8%, passando da 1.302 a 863 giorni.

Nei Tribunali, la riduzione è stata del 21,8%, con una durata media di 435 giorni nel 2025. Per le Corti di appello, il Disposition Time ha subito una diminuzione del 24,8%, arrivando a 492 giorni nel medesimo anno.

Il successo del settore penale e la diminuzione delle prescrizioni

Nel settore penale, i risultati sono più incoraggianti. I tempi medi per la definizione di un procedimento che percorre tutti i gradi di giudizio sono passati da 1.392 giorni nel 2019 a 958 giorni nel 2025. Questa rappresenta una riduzione complessiva del 31,2%.

Tale performance ha permesso di raggiungere e superare il target Pnrr, che prevedeva una diminuzione del 25% in ambito penale. Il report sottolinea inoltre un incremento nel numero di procedimenti definiti rispetto a quelli iscritti, specialmente presso la Corte di appello, dove il rapporto è pari a 1,38.

Un altro dato positivo riguarda le prescrizioni in Corte di appello, che hanno registrato una diminuzione significativa. Sono passate dal 25,8% nel 2019 al 19,4% nel 2025, pur mantenendosi su livelli che meritano attenzione.

Monitoraggio e impatto del Pnrr sulla giustizia

Il monitoraggio costante degli obiettivi del Pnrr nel settore della giustizia è fondamentale per valutare l'efficacia delle riforme. L'attenzione è rivolta in particolare ai tempi di definizione dei procedimenti, sia civili che penali, attraverso l'uso di indicatori specifici come il Disposition Time.

Questi dati sono cruciali per misurare i progressi e per orientare gli interventi futuri, con l'obiettivo ultimo di migliorare l'efficienza e la performance complessiva del sistema giudiziario italiano.