Un sistema scolastico articolato su classi distinte in base al merito e al rendimento degli studenti. È questa la proposta rilanciata da Roberto Vannacci, presidente di Futuro Nazionale, che si è espresso sul tema a margine di un convegno sulla scuola in corso a Roma.
Secondo l’ex generale, un modello di questo tipo non avrebbe effetti discriminatori, ma potrebbe anzi rappresentare un elemento di inclusione.
La proposta sulle classi per livello
Vannacci ha spiegato la propria posizione richiamando esperienze già presenti in altri Paesi europei.
"È una cosa alla quale ho sempre pensato, perché è una tecnica scolastica che è usata in tantissime nazioni europee, in Francia, in Germania, in Inghilterra.
E sembra funzionare."
Il presidente di Futuro Nazionale ha sottolineato come, a suo giudizio, sistemi simili siano già stati applicati anche in Italia in passato, sulla base del rendimento scolastico.
"Peraltro era applicata anche da noi. Quando noi uscivamo dalle scuole medie, mi ricordo benissimo, chi prendeva ottimo e distinto andava nelle sezioni A e B dei licei, chi prendeva buono e sufficiente andava nelle sezioni C e D".
“Un sistema inclusivo”
Nel suo intervento, Vannacci ha insistito sull’idea che la suddivisione degli studenti per livelli possa favorire tutti, sia i più preparati sia chi ha maggiori difficoltà.
Questo, secondo la sua visione, permetterebbe di creare gruppi più omogenei e percorsi didattici più efficaci.
"Questo è a favore di tutti gli studenti. Perché i più bravi, i più diligenti sono aiutati in quanto messi nelle stesse condizioni e i meno bravi e i meno diligenti avranno più possibilità di avere un supporto che li porti a essere al livello dei più bravi.
Quindi lo vedo come un fattore, usando un termine che a voi piace molto, inclusivo piuttosto che discriminante. Cioè il fatto di poter aiutare ognuno raggruppandoli per caratteristiche simili".