Il Papa, all'Angelus del 21 giugno 2026, ha lanciato un appello a non ignorare chi cerca protezione e sicurezza: "Nessuno può voltarsi dall'altra parte di fronte a chi cerca protezione e sicurezza. Esorto tutti ad accogliere coloro che sono vittime di persecuzione, perché possano vivere in pace, con dignità e guardare al futuro con speranza". L'intervento è avvenuto per la Giornata del Rifugiato e il 75° anniversario della Convenzione sullo Stato dei Rifugiati.
La Convenzione sui Rifugiati
Il Santo Padre ha richiamato la Convenzione sullo Stato dei Rifugiati, istituita per proteggere chi è perseguitato e costretto ad abbandonare terra e casa.
Ha auspicato che il suo spirito continui a "illuminare le coscienze dei responsabili delle Nazioni", ribadendo l'importanza di solidarietà e accoglienza per chi fugge da pericolo e violenza.
Visita ad Arguineguín
L'impegno del Papa per i migranti si è concretizzato nel suo viaggio apostolico in Spagna. L'11 giugno 2026, ha visitato il Porto di Arguineguín, simbolo dell'accoglienza. Qui è stato accolto da autorità e religiosi: il Vescovo di Islas Canarias, il Presidente del Governo di Spagna, l'Amministratore delegato di Puertos Canarios, il Sindaco di Mogán e responsabili della pastorale e della Caritas. Soccorritori, volontari e persone coinvolte nei fenomeni migratori hanno partecipato all'incontro.
Durante la visita, ha ascoltato testimonianze di un soccorritore marittimo, una volontaria della Caritas, una vittima di tratta di esseri umani e un'imprenditrice latino‑americana. Dopo il discorso, ha reso omaggio alle vittime delle migrazioni via mare, deponendo un omaggio floreale presso l’edicola della Vergine del Carmelo e benedicendo una croce con il legno di un’imbarcazione di migranti. Gesti che hanno sottolineato l'attenzione del Pontefice per la protezione di rifugiati e migranti.