Cresce negli Stati Uniti e in Italia un movimento estremista anti-tecnologia che identifica l’intelligenza artificiale come uno “strumento del potere”. Questo fenomeno, che alimenta l’estremismo anti-tech, si manifesta con attacchi e arresti legati a movimenti contrari all’IA, destando preoccupazione tra esperti e forze dell’ordine.
All’inizio dell’anno, negli Stati Uniti, un ventenne del Texas è stato arrestato con l’accusa di aver tentato di incendiare la sede di OpenAI e l’abitazione del suo fondatore, Sam Altman. Accanto a un accendino e a una tanica di cherosene, le autorità hanno rinvenuto un manifesto esplicito contro l’intelligenza artificiale.
Questo episodio si inserisce in una serie di attacchi che hanno evidenziato l’ascesa di un estremismo anti-tecnologico.
Anche in Italia, ad aprile, un influencer ambientalista è stato arrestato a Roma, accusato di aver pianificato attacchi anti-tecnologici ispirati a Ted “Unabomber” Kaczynski. Parallelamente, due “eco-fascisti”, responsabili di un attacco mortale contro una moschea a San Diego il mese precedente, hanno citato nel loro manifesto la “spazzatura” generata dall’IA e i legami di Jd Vance con Palantir come motivazioni della loro violenza. Sempre negli Stati Uniti, all’inizio dell’anno, un consigliere comunale di Indianapolis ha subito colpi di arma da fuoco contro la sua abitazione, trovando poi un biglietto con la scritta “No data center”.
Allarme tra ricercatori e forze dell’ordine
Questi episodi hanno generato un profondo allarme tra ricercatori, industria tecnologica e forze dell’ordine, evidenziando la crescente minaccia dell’estremismo anti-tecnologico. La contestazione, tuttavia, non si limita alla violenza diretta: milioni di americani esprimono la loro opposizione all’installazione di data center energivori nelle loro città e campagne. Questo tema, legato al consumo energetico dell’intelligenza artificiale, si preannuncia come un nodo cruciale nelle prossime elezioni di midterm.
Sul fronte politico, i democratici mostrano divisioni, con alcuni sindacati che sostengono i centri dati per i posti di lavoro che generano nel settore dell’edilizia.
I repubblicani, inizialmente in gran parte favorevoli e incoraggiati dall’appoggio di Donald Trump, che aveva previsto ingenti investimenti, hanno di recente iniziato a sollevare obiezioni, facendosi portavoce del malcontento della loro base elettorale.
L'IA come catalizzatore di violenza politica
La rapida espansione dell’intelligenza artificiale sta alimentando un estremismo che attraversa diversi movimenti. Tra questi si annoverano gruppi violenti anti-governativi, contrari alla sorveglianza di massa, eco-fascisti con motivazioni ambientali, neo-nazisti accelerazionisti intenzionati a far crollare le infrastrutture tecnologiche, e individui preoccupati per una IA superpotente che minaccia l’umanità.
Il fenomeno emerge come una nuova forma di violenza politica, in cui l’IA non è solo un obiettivo ideologico ma un catalizzatore di azioni estreme, assumendo il ruolo di motore della violenza politica.