Papa Leone ha dichiarato che la remigrazione "non mi sembra una risposta cristiana". L'affermazione è giunta il 16 giugno 2026, quando il Pontefice, uscendo da Castel Gandolfo, ha risposto a una domanda sul tema dei migranti. Il Papa ha poi aggiunto: "Semplicemente dire questo migrante lo mandiamo via, è come se noi ci lavassimo le mani del problema, non mi sembra diciamo una risposta cristiana."
La posizione del Pontefice sulla remigrazione
Il tema della remigrazione, ovvero il rimpatrio forzato dei migranti nei Paesi d'origine, è stato affrontato da Papa Leone con una posizione netta.
Il Pontefice ha sottolineato che una soluzione basata sull'allontanamento non risponde ai principi cristiani di accoglienza e responsabilità. Le sue dichiarazioni si inseriscono in un dibattito internazionale sulle politiche e la gestione dei flussi migratori.
L'integrazione e il "naufragio silenzioso"
In un incontro a Tenerife, Papa Leone ha ribadito che "una coscienza umana, e ancor più una coscienza cristiana, non può rimanere indifferente di fronte alle vittime dei naufragi e alla mancanza di soccorso, di fronte ai cimiteri del mare". Il Pontefice ha evidenziato che ogni vita persa sulle rotte migratorie è "un fallimento per la famiglia umana". Ha poi descritto il "naufragio silenzioso" che si verifica dopo l'arrivo: i migranti si trovano soli, senza lingua, legami o lavoro, esposti a vulnerabilità.
"Integrare significa impedire questo secondo naufragio", ha spiegato Papa Leone, sottolineando l'importanza di aiutare chi è giunto ferito a rimettersi in piedi, riconoscere i propri doni e offrirli alla comunità.
Le dichiarazioni di Papa Leone si inseriscono in un quadro di attenzione della Chiesa cattolica verso l'accoglienza, la solidarietà e l'integrazione dei migranti, ribadendo il valore della dignità umana e della responsabilità collettiva.