La Casa circondariale di Avellino è al centro di una nuova e pressante mobilitazione sindacale. Il 29 giugno 2026, le organizzazioni Fns-Cisl, Sappe, Osapp e Uspp hanno organizzato un sit-in davanti all'istituto per chiedere l'avvicendamento dell'attuale direttrice facente funzioni, Maria Rosaria Casaburo, con un direttore titolare. La richiesta è unanime: l'istituto necessita di una guida autorevole e gli agenti della Polizia penitenziaria meritano rispetto. I sindacati denunciano che una gestione non stabile aggrava i problemi strutturali delle carceri italiane, con criticità che da tempo pesano sulla situazione interna.
Le condizioni attuali sono particolarmente difficili. Il carcere di Avellino ospita ben 670 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di soli 500 posti, evidenziando un grave sovraffollamento. A ciò si aggiunge una marcata carenza di organico: poche unità della Polizia penitenziaria sono costrette a controllare fino a sei sezioni detentive, per un totale di circa 300 reclusi. Questa situazione, unita all'assenza di relazioni sindacali, mina il rapporto di fiducia con la direzione e compromette seriamente le condizioni di sicurezza sia per gli agenti che per i detenuti.
Emergenza gestionale e richieste di intervento
La tensione all'interno dell'istituto è stata ulteriormente esacerbata da recenti episodi.
Un detenuto ha subito un'aggressione da parte di altri compagni di cella e, durante il suo trasferimento all'Ospedale Moscati, è stato ritrovato un telefono cellulare nella sua disponibilità. Il Sappe interpreta questi eventi come chiari segnali di un'emergenza gestionale e organizzativa che rende indispensabile un immediato cambio di direzione. Marianna Argenio, vicesegretario regionale del Sappe Campania, ha espresso profonda preoccupazione per il contesto "sempre più complesso e gravoso" in cui gli agenti sono costretti a operare.
Il Sappe ha formalmente sollecitato i vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e il provveditore regionale della Campania, Carlo Berlini, a disporre con urgenza l'avvicendamento dell'attuale direzione e ad attivare un interpello per individuare un direttore stabile.
Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha chiesto un'ispezione urgente nella Casa circondariale di Avellino. L'obiettivo è verificare in modo approfondito e imparziale lo stato dell'istituto, le criticità denunciate e le condizioni di lavoro della Polizia penitenziaria. Capece ha sottolineato che "la questione non riguarda logiche personali, ma la necessità di assicurare una governance efficiente in un carcere che ha bisogno di stabilità, organizzazione e collaborazione interna".
La protesta del 29 giugno 2026 assume quindi un valore significativo. La mobilitazione mira a richiamare l'attenzione delle autorità competenti sulle tensioni interne, sulle carenze strutturali e sulla pressante richiesta di un cambio di passo nella gestione.
Il messaggio del Sappe è chiaro: il personale non può essere lasciato solo. Dopo mesi di denunce, aggressioni, sequestri di telefoni e difficoltà operative, i sindacati esigono risposte rapide, concrete e verificabili per il miglioramento della situazione.