Un'esplosione ha scosso il Principato di Monaco la sera del 29 giugno 2026, colpendo un edificio residenziale situato tra Boulevard d’Italie e Rue du Révérend Père Louis Frolla, a ridosso del confine con la Francia. L'evento, avvenuto intorno alle 21:00, ha causato il ferimento di tre persone, due delle quali versano in condizioni gravi. Le autorità monegasche hanno subito indicato che si tratta con ogni probabilità di un attentato, un'ipotesi che ha generato forte preoccupazione nel piccolo Stato.
Le vittime e il bilancio provvisorio
Il ministro di Stato, Christophe Mirmand, ha confermato la natura dell'accaduto, dichiarando che “è molto probabile che si tratti di un attentato”.
Tra i feriti figurano una coppia, un uomo e una donna di età compresa tra i cinquanta e i sessanta anni, entrambi in pericolo di vita. Insieme a loro, un adolescente di tredici anni, descritto come “probabilmente legato alla coppia”, ha riportato ferite meno gravi. Sebbene le nazionalità delle vittime non siano state ufficialmente divulgate, informazioni concordanti indicano che le tre persone apparterrebbero a una stessa famiglia di nazionalità ucraina. I due adulti sono stati prontamente trasportati all'ospedale Pasteur di Nizza, mentre il minore è stato ricoverato presso il centro Lenval, entrambi in territorio francese, data la vicinanza e l'entità delle ferite.
Dinamica dell'attacco e ordigno utilizzato
La dinamica dell'esplosione è stata ricostruita dal procuratore generale di Monaco, Stéphane Thibault. Una persona avrebbe depositato una borsa o un pacco nell'atrio dell'edificio residenziale, allontanandosi subito dopo. L'ordigno, secondo le prime analisi e quanto riferito dalle autorità, conteneva bulloni e schegge, elementi che ne aggravano la potenziale letalità e che suggeriscono una chiara volontà di causare il massimo danno. Il ministro di Stato Mirmand ha sottolineato la gravità e l'eccezionalità dell'evento per il Principato, affermando: “Che io sappia, è la prima volta nella storia che un atto del genere si verifica a Monaco”.
Indagini e mobilitazione delle forze dell'ordine
Immediata è stata la risposta delle autorità. Le forze dell'ordine stanno attivamente raccogliendo elementi di prova sulla scena dell'esplosione. Sono stati mobilitati in massa i servizi di emergenza, la polizia e le forze di sicurezza monegasche. Sul luogo dell'accaduto sono intervenuti anche figure istituzionali di spicco, tra cui il presidente del Consiglio Nazionale e uno stretto collaboratore del Principe Alberto II, a testimonianza dell'importanza attribuita all'evento. A seguito dell'esplosione, diversi accessi al Principato di Monaco sono stati chiusi al traffico per facilitare le operazioni e per contenere la possibile fuga del responsabile.
Le autorità francesi hanno immediatamente rafforzato i controlli sui confini, con la direzione interdiparmentale della polizia giudiziaria delle Alpi Marittime e la gendarmeria che hanno dispiegato militari sulle vie di accesso autostradali fino a La Turbie. L'individuo sospettato di aver compiuto l'attacco sarebbe stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza e risulta ancora in fuga, attivamente ricercato su entrambi i lati del confine. L'inchiesta prosegue senza sosta per identificare i responsabili e fare piena luce sulle motivazioni dietro questo grave atto.