Il 5 giugno 2026, la città di Torre Annunziata ha affrontato un momento di profonda incertezza istituzionale con lo scioglimento del suo Consiglio comunale. La decisione, presa dal Consiglio dei ministri per accertate infiltrazioni camorristiche, ha suscitato la reazione dell'ex sindaco di centrosinistra, Corrado Cuccurullo, che ha espresso "profonda amarezza, personale e collettiva". Cuccurullo ha voluto sottolineare che "Torre Annunziata è una comunità composta in larga parte da persone perbene", cercando di distinguere l'identità cittadina dalle problematiche emerse.

Il provvedimento governativo giunge a un mese di distanza dalle dimissioni dello stesso Cuccurullo, rassegnate in seguito alle accuse di "ombre e opacità" rivolte all'amministrazione dal procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso. L'ex primo cittadino ha fermamente dichiarato che, durante il suo mandato, "il Comune ha sempre assicurato piena collaborazione alle forze dell'ordine, all'autorità giudiziaria e a tutte le istituzioni preposte alla tutela della legalità, operando nel rispetto dei ruoli". Attualmente, Cuccurullo si dichiara in attesa di conoscere le motivazioni ufficiali che hanno portato a tale drastica decisione.

Le reazioni e l'appello dell'ex sindaco

Nelle sue dichiarazioni, Cuccurullo ha voluto mettere in risalto il contributo quotidiano di "famiglie, lavoratori, giovani, associazioni e imprese" alla vita della città.

Ha ribadito con forza la necessità di "respingere ogni impropria sovrapposizione tra la presenza della criminalità organizzata e l'identità autentica della nostra comunità". L'ex sindaco, eletto appena due anni fa, ha inoltre evidenziato la gravità di un quadro che vede il "secondo scioglimento consecutivo del consiglio comunale" e la "terza commissione di accesso in successione", definendo tale scenario un "dato grave, che impone una riflessione seria da parte di tutti".

Questa sequenza di eventi, secondo Cuccurullo, "significa che qualcosa, nel rapporto tra istituzioni, territorio e processi amministrativi, non ha funzionato come avrebbe dovuto". Per il futuro di Torre Annunziata, l'ex sindaco ha invocato "stabilità istituzionale, continuità amministrativa e la possibilità di portare avanti i percorsi di sviluppo attesi da anni".

Ha concluso il suo appello sottolineando che la città "merita, soprattutto, l'attenzione e la collaborazione di tutte le istituzioni, perché solo attraverso un impegno condiviso sarà possibile restituire fiducia, prospettiva e dignità alla città".

Il contesto dello scioglimento per infiltrazioni

Lo scioglimento del Consiglio comunale di Torre Annunziata rappresenta un evento di significativa portata, essendo il secondo consecutivo e giungendo dopo l'insediamento di ben tre commissioni di accesso in successione. Tale provvedimento, deliberato dal Consiglio dei ministri, si inserisce in un periodo di intensa vigilanza da parte delle autorità sulla gestione amministrativa locale. La città, situata nell'area metropolitana di Napoli, è stata oggetto di un attento monitoraggio istituzionale, volto a garantire i principi di legalità e trasparenza nelle attività dell'ente.

La misura adottata rientra nel quadro delle normative italiane specificamente concepite per contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata all'interno degli enti locali. Queste disposizioni prevedono lo scioglimento dei consigli comunali qualora emergano gravi e concordanti indizi di condizionamento o compromissione da parte di organizzazioni criminali, al fine di ripristinare la piena legalità e il corretto funzionamento dell'amministrazione pubblica.