La giunta comunale di Bari ha approvato la proposta di deliberazione per la riqualificazione di una villa confiscata alla criminalità organizzata nel quartiere Torre a Mare. L’immobile, che sarà trasformato in un micronido d’infanzia, è al centro di un intervento dal valore complessivo di 1,5 milioni di euro, finanziato con fondi statali già previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). La delibera, che dichiara l’interesse pubblico per il progetto, passa ora al vaglio del Consiglio comunale per l’approvazione della sua fattibilità tecnica ed economica.

La trasformazione in micronido e le deroghe urbanistiche

Il progetto prevede il recupero e la rifunzionalizzazione della villa per ospitare un micronido destinato ai bambini di età compresa tra i tre e i trentasei mesi. Per adeguare la struttura alle sue nuove funzioni educative e ai requisiti attuali per la prima infanzia, la proposta include una deroga ad alcuni parametri urbanistici del vigente Piano regolatore generale. Tali modifiche riguardano specifici aspetti edilizi come volumetria, altezza, distanze e standard dei parcheggi. È importante sottolineare che queste variazioni sono necessarie per la piena idoneità dell'immobile, senza tuttavia modificarne la destinazione urbanistica, che è già compatibile con la realizzazione di un asilo nido.

Obiettivi sociali e il contributo del Pnrr

Questa iniziativa mira a colmare una storica carenza di servizi educativi nella zona di San Giorgio-Torre a Mare, offrendo un supporto significativo alle famiglie e contribuendo alla conciliazione tra tempi di vita e di lavoro. Il finanziamento si inserisce nel più ampio “Piano per asili nido e scuole dell’infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia”, una misura che a livello nazionale prevede risorse per oltre 3,2 miliardi di euro. A testimonianza dell'impegno in questo settore, i dati aggiornati al 30 giugno 2025 indicano che la spesa effettiva delle risorse Pnrr destinate a progetti per l’infanzia nel Comune di Bari ha già superato 1,1 miliardi di euro, con diversi interventi in corso per la costruzione e il potenziamento di strutture scolastiche dedicate ai più piccoli.

Il progetto della villa confiscata rappresenta un ulteriore esempio virtuoso di utilizzo dei beni sottratti alla criminalità organizzata per finalità sociali ed educative. Questa iniziativa si allinea perfettamente con le strategie di recupero e riqualificazione urbana promosse dagli enti locali e sostenute dai finanziamenti statali, trasformando un simbolo di illegalità in un concreto presidio di legalità e servizio alla comunità.