Due persone sono state arrestate e una terza denunciata nel Vicentino al termine di un’indagine condotta dai Carabinieri su una serie di rapine orchestrate tramite app di incontri. Le vittime venivano adescate con false promesse di appuntamenti e profili ingannevoli, per poi essere attirate in luoghi isolati dove subivano aggressioni e venivano derubate di denaro o oggetti di valore. L'inchiesta è scattata in seguito a diverse denunce presentate da coloro che erano caduti in queste trappole, organizzate attraverso chat su piattaforme di dating online.
Il modus operandi e i dettagli delle aggressioni
Gli investigatori hanno ricostruito che i reati si sono verificati tra l’autunno del 2025 e l’inizio del 2026, coinvolgendo persone di età compresa tra i 40 e i 64 anni. Il modus operandi prevedeva l'utilizzo di falsi profili per ingannare le vittime, attirandole in contesti che si rivelavano vere e proprie trappole. In uno degli episodi, avvenuto nella notte tra il 16 e il 17 settembre 2025, un uomo di 43 anni è stato aggredito e derubato di portafoglio e cellulare; la refurtiva è stata successivamente recuperata in via Romana Rompato. La vittima ha riportato lesioni con una prognosi di cinque giorni.
Un altro grave episodio si è verificato tra il 3 e il 4 novembre 2025, quando un uomo di 40 anni è stato immobilizzato nel sedile posteriore della propria auto e costretto a recarsi a un bancomat nel centro storico di Schio per effettuare un prelievo forzato.
Poche ore dopo, tra il 4 e il 5 novembre 2025, una terza vittima, un uomo di 64 anni, residente nel Veronese, è stato minacciato di morte, picchiato fino a perdere i sensi dopo aver rifiutato di consegnare denaro, e derubato di contanti, tessere bancomat e documenti. Per quest'ultima vittima, la prognosi è stata di sette giorni.
Le indagini e le raccomandazioni delle autorità
Le vittime hanno fornito descrizioni dettagliate di una tattica ben orchestrata, collaborando attivamente con le forze dell’ordine nella ricostruzione degli eventi. Le indagini hanno portato all'identificazione e all'arresto di due giovani, rispettivamente di 19 e 21 anni, entrambi residenti a Schio. Un terzo giovane è stato denunciato a piede libero per il suo coinvolgimento in un singolo episodio.
La svolta investigativa è stata possibile grazie all’incrocio di immagini provenienti dai sistemi di videosorveglianza cittadina e degli istituti di credito, affiancate da controlli sul territorio.
Nel dicembre 2025, la Procura di Vicenza ha disposto perquisizioni domiciliari, che hanno permesso il sequestro di telefoni cellulari e indumenti. L'analisi tecnica di questi dispositivi ha consentito di recuperare chat e messaggi cruciali, attraverso i quali gli indagati pianificavano i dettagli delle aggressioni e si scambiavano informazioni sull'arrivo delle vittime. Le autorità raccomandano all’opinione pubblica di adottare misure di cautela quando si accettano incontri da profili non verificati su app di incontri, ribadendo che la presunzione di innocenza per gli indagati è garantita fino a sentenza irrevocabile di condanna.