Il direttore generale di Telt, Massimo Bufalini, ha ribadito la ferma intenzione dell'azienda di non lasciarsi intimidire a seguito dell'assalto subito sabato scorso al cantiere Tav di Chiomonte. Bufalini ha sottolineato l'abitudine a tali eventi, dichiarando: “Non è che ci facciamo intimidire, siamo abituati a questo genere di cose purtroppo, posso dire quindi che faremo il più velocemente possibile per ricominciare il lavoro che ci spetta nell’ottica di terminare comunque tutti i lavori e l’attivazione della linea per la fine del 2033, come previsto”.
Questa posizione ferma conferma la volontà di rispettare i tempi nonostante l'episodio di violenza.
Nonostante la determinazione, Bufalini ha tuttavia ammesso che i tempi necessari per il ripristino delle condizioni di sicurezza e piena operatività del sito potrebbero comportare un rischio di ritardo. “Il ritardo poi c’è il rischio che ci sia”, ha affermato il direttore generale, specificando che le tempistiche complessive dei lavori potrebbero subire un allungamento di circa un paio di mesi. L'obiettivo primario di completare l'intera opera e attivare la linea entro la fine del 2033 rimane comunque invariato e prioritario per Telt.
L'assalto al cantiere di Chiomonte
L'episodio di violenza al cantiere Tav di Chiomonte si è verificato nel pomeriggio di sabato, scatenandosi dopo una marcia che ha attraversato paesi e boschi della Valsusa.
Le prime esplosioni sono state registrate intorno alle 16:30, segnando l'inizio di un'ora di guerriglia. Manifestanti, molti dei quali incappucciati, hanno scagliato con forza bombe carta, pietre e bottiglie incendiarie sia contro le strutture del cantiere sia in direzione delle forze dell'ordine presenti. L'azione ha provocato l'incendio di ben sei mezzi, tra cui due camionette dei carabinieri e un furgone della guardia di finanza, oltre a container, fari e bagni chimici, causando danni significativi all'infrastruttura.
Durante gli scontri, il bilancio ha registrato circa 60 agenti delle forze dell'ordine e 50 manifestanti feriti, sebbene nessuno in modo grave. Un gruppo identificato come il “blocco nero”, composto da giovani vestiti di scuro e dotati di caschi, ombrelli, maschere antigas e guanti, ha avuto un ruolo centrale nell'azione.
Questi individui hanno forzato le barriere di sicurezza, tagliato le reti di protezione e abbattuto cancelli per accedere all'interno del cantiere. La fase più intensa della guerriglia è durata circa un'ora, al termine della quale i manifestanti si sono ritirati dal sito.
Il ruolo di Telt nel progetto Tav
Telt, acronimo di Tunnel Euralpin Lyon Turin, è la società espressamente incaricata della realizzazione e della successiva gestione della sezione transfrontaliera della cruciale linea ferroviaria ad alta velocità che collegherà Torino a Lione. Il progetto Tav rappresenta un'infrastruttura di fondamentale importanza, concepita per il trasporto sia di merci che di passeggeri tra Italia e Francia.
L'obiettivo primario di questa iniziativa è duplice: da un lato, migliorare significativamente i collegamenti transalpini e, dall'altro, contribuire a ridurre l'impatto ambientale generato dal traffico su gomma attraverso le Alpi. Come ribadito dal direttore generale Bufalini, la conclusione definitiva dei lavori e la piena attivazione della linea sono tuttora previste entro la fine del 2033, confermando l'impegno verso il rispetto delle scadenze prefissate.