I direttori di Dipartimento dell'Azienda ospedaliera 'A. Cardarelli' di Napoli hanno diffuso una lettera aperta in seguito alla tragica scomparsa di una giovane paziente, deceduta dopo un delicato intervento chirurgico. L'episodio ha catalizzato l'attenzione dei media e scatenato un ampio dibattito sui social network, portando i vertici sanitari a intervenire per ribadire la necessità di una valutazione rigorosa e competente dell'operato medico, da svolgersi esclusivamente nelle sedi previste dall'ordinamento.
L'appello dei direttori e la critica ai "processi social"
Nel loro accorato messaggio, i direttori – tra cui Carmine Antropoli, Massimo Costa, Umberto Esposito, Ciro Mauro, Mario Muto, Claudio Schonauer, Romolo Villani e Lina Zuccatosta – hanno espresso profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia della ragazza. Hanno poi sottolineato con fermezza: "Comprendiamo che un evento come questo susciti domande, e crediamo che il nostro operato debba essere valutato da chi ne ha la competenza, nelle sedi previste dall'ordinamento, con tutto il rigore che una valutazione seria richiede. È un diritto dei pazienti e delle famiglie, ed è anche nell'interesse della medicina stessa".
Una particolare preoccupazione è stata manifestata per la trasformazione della vicenda in un "caso giudicato nelle piazze social, con informazioni sommarie e spesso da chi non ha elementi sufficienti per farlo".
I direttori ritengono che tale approccio sia dannoso non solo per i professionisti sanitari, ma per l'intera collettività. Hanno ricordato che "la medicina non è una scienza esatta" e che, purtroppo, l'evento avverso è statisticamente possibile anche quando ogni procedura è stata condotta correttamente, non essendo automaticamente sinonimo di errore medico. La determinazione di quanto accaduto richiede un'analisi tecnica, non un verdetto emotivo.
Il contesto della scomparsa e l'indagine in corso
La giovane paziente, una ragazza di 23 anni originaria del Napoletano, era stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico lo scorso 29 giugno. A seguito di complicanze post-operatorie, si era reso necessario un re-intervento.
Nonostante gli sforzi, la paziente è deceduta poche ore dopo in terapia intensiva. A seguito del decesso, la salma è stata prontamente sequestrata e la Procura di Napoli ha avviato un'indagine, affidando il fascicolo ai magistrati della sezione Lavoro e colpe professionali dell'ufficio inquirente, coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci. I familiari della giovane hanno presentato una denuncia.
L'Azienda ospedaliera ha dichiarato di aver immediatamente avviato tutte le previste procedure istituzionali, sia a livello regionale che ministeriale, per garantire gli approfondimenti necessari al caso. I direttori hanno inoltre evidenziato l'intensa attività del Cardarelli, ricordando che solo nell'ultimo anno le équipe dell'ospedale hanno effettuato circa 30.000 procedure chirurgiche e gestito circa 70.000 accessi al Pronto Soccorso, occupandosi prevalentemente di emergenze, oncologia e patologie rare.
Richiesta di rispetto per la professione e il Servizio Sanitario Nazionale
Concludendo la loro missiva, i direttori hanno chiesto rispetto: "per la professione, per il Servizio Sanitario Nazionale che essa sostiene e per tutti noi". Hanno ribadito che la valutazione delle responsabilità deve avvenire "nelle sedi preposte, con competenza e nei tempi necessari — non sostituita da un giudizio sommario costruito sull'onda dell'emotività". Hanno infine ammonito che le speculazioni, chiunque le promuova, rischiano di minare la fiducia in un sistema sanitario pubblico che ogni giorno si prende cura di chi ne ha bisogno, indipendentemente dalla capacità di pagare.