Un importante incontro si è tenuto a Napoli tra Gaetano Manfredi, sindaco e presidente nazionale dell'Anci, e una delegazione della Conferenza nazionale dei garanti territoriali delle persone private della libertà personale. Alla riunione hanno partecipato Carmen D'Anzi, garante della Provincia di Potenza, insieme alle garanti di Parma, Veronica Valenti, e di Roma, Valentina Calderone.

Al centro della discussione, la proposta di avviare dall'autunno un tavolo di lavoro finalizzato a istituzionalizzare una rete tra i sindaci dei Comuni che ospitano istituti penitenziari o Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr).

L'iniziativa mira a rafforzare il legame tra i percorsi di riabilitazione dei detenuti a fine pena e le comunità locali, facilitando il loro reinserimento sociale e lavorativo.

Le preoccupazioni sui nuovi Cpr e i riferimenti giurisprudenziali

Carmen D'Anzi ha espresso viva preoccupazione per l'avvio delle procedure di realizzazione di nuovi Cpr in diverse città. La garante ha richiamato l'attenzione su importanti pronunciamenti giurisprudenziali: due decisioni della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale del 2025, e la più recente sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso presentato da Asgi e Cittadinanzattiva Aps.

La sentenza del Consiglio di Stato e le nuove direttive

La sentenza n. 5450/2026 del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso delle associazioni ASGI e Cittadinanzattiva APS. Il Ministero dell'Interno è chiamato a condurre, entro sei mesi, una verifica approfondita sulle condizioni di salute nei Cpr e a redigere un nuovo capitolato d'appalto.

Il Consiglio di Stato ha evidenziato la totale assenza di un'istruttoria reale sull'assistenza sanitaria e psicologica, sulla tutela delle persone con vulnerabilità psichiatrica e sulle misure di prevenzione dei suicidi all'interno dei centri. Il nuovo capitolato dovrà essere elaborato in stretta collaborazione con il Ministero della Salute e il Garante nazionale, includendo un'analisi dettagliata dell'assistenza sanitaria, della carenza formativa del personale e degli episodi critici verificatisi nell'ultimo quinquennio.