L'Etna registra una significativa attività stromboliana al cratere Voragine, con emissione di cenere che si disperde prevalentemente in direzione Nord-Ovest. Il fenomeno è stato rilevato dal monitoraggio dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Osservatorio Etneo di Catania.

L'ampiezza media del tremore vulcanico, che misura l'energia interna dell'edificio, si attesta su valori elevati dalle ore 3:30 della scorsa notte. Le sorgenti del tremore sono localizzate nell'area dei crateri Voragine e Bocca Nuova, a circa tremila metri sul livello del mare.

Nonostante l'attuale fase eruttiva, non si registrano impatti sull'operatività dell'aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania. La situazione è monitorata per garantire la sicurezza aerea, senza necessità di restrizioni o modifiche ai voli.

Dettagli sull'attività recente dell'Etna

L'INGV-OE specifica che l'attività stromboliana interessa il cratere Voragine, con emissione di cenere che si disperde verso Nord-Ovest. Il tremore vulcanico mantiene valori elevati fin dalle 3:30 della notte, con sorgenti localizzate tra Voragine e Bocca Nuova a circa tremila metri di quota. L'operatività dell'aeroporto di Catania non risente della fase eruttiva in corso.

Il quadro complessivo dal monitoraggio settimanale

Il bollettino settimanale dell'INGV-OE, relativo al periodo 29 giugno–5 luglio 2026, conferma l'attività stromboliana con emissioni di cenere dal cratere Voragine. Il 5 luglio è iniziata una nuova fase eruttiva lungo una fessura tra Voragine e il Cratere di Nord-Est, con emissioni di cenere vulcanica e attività effusiva.

Il tremore vulcanico si mantiene su valori alti, l'attività infrasonica risulta variabile tra livelli basso e molto alto. Le reti di monitoraggio delle deformazioni non rilevano variazioni significative, salvo modeste variazioni nelle stazioni ECP e DRUV il 5 luglio.