Un grande striscione con la scritta "Fate presto" è stato srotolato sulla facciata del Consiglio Comunale di Napoli dai disoccupati napoletani. Il gesto, che richiama la storica prima pagina de Il Mattino dopo il terremoto del 1980, è l'ultima di una serie di iniziative di protesta. I manifestanti avevano già organizzato blocchi del traffico e occupato il Museo Mann, con l'obiettivo di ottenere lo sblocco dei tirocini sospesi da Sviluppo Lavoro Italia e dal Ministero del Lavoro. La sospensione è avvenuta poche ore prima della loro partenza, per presunte anomalie procedurali e amministrative.
In una nota, i disoccupati hanno dichiarato: "Abbiamo il diritto e pretendiamo di conoscere le tempistiche e le modalità di ripresa del progetto e se ci sono responsabilità vanno individuate, ma si riprenda subito il percorso intrapreso e non si scarichi sulle spalle dei tirocinanti, lavoratori e lavoratrici". In occasione di un evento del Campo Largo in piazza del Gesù, i portavoce dei disoccupati hanno incontrato i leader di Pd, Cinque Stelle e Avs. Hanno anche annunciato l'intenzione di incontrare i rappresentanti dei partiti di maggioranza – Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega – per ribadire che "non si accetterà un annullamento del progetto strumentalizzando politicamente anomalie procedurali che nulla hanno a che vedere con la vita, il futuro e la rabbia di 1200 famiglie.
Una bomba sociale pronta ad esplodere".
La sospensione dei tirocini: i dettagli
Il progetto coinvolge 1200 disoccupati storici di Napoli. Cinquecento di loro avevano già avviato il percorso tra gennaio e maggio, impegnati in attività come la cura del verde pubblico e l'accoglienza nei musei. Altri seicento erano in procinto di iniziare a giugno. La decisione di sospendere i tirocini è giunta da Sviluppo Lavoro Italia, agenzia del Ministero del Lavoro, per presunte irregolarità amministrative. Ispettori hanno avviato controlli sulle liste dei partecipanti, selezionati l'anno precedente per accedere a un programma di dodici mesi di tirocinio, con un compenso di 600 euro netti al mese, presso aziende comunali e cooperative.
Le irregolarità contestate riguardano, tra l'altro, il numero di tirocinanti per tutor e la provenienza dei tutor, con una prevalenza da aziende partecipate e cooperative rispetto al Comune. Il progetto era stato finanziato con 6 milioni di euro dal Ministero e ulteriori 3,5 milioni dalla Regione, permettendo l'avvio dei tirocini a partire da gennaio. La richiesta di sospensione è stata motivata dalla necessità di chiarire tali aspetti procedurali e amministrativi.
Il contesto e le richieste del movimento
La vertenza dei disoccupati napoletani ha attirato l'attenzione delle istituzioni locali e nazionali. Un'intesa per il finanziamento e l'avvio dei tirocini era stata siglata a maggio 2024 tra Comune, Ministero del Lavoro e Regione.
La sospensione ha innescato una serie di proteste e presidi, con i disoccupati che chiedono chiarezza sulle tempistiche di ripresa e la tutela dei beneficiari già selezionati. La questione è stata discussa anche con rappresentanti politici nazionali durante eventi pubblici in città.
Il movimento dei disoccupati, riorganizzatosi negli ultimi dieci anni, ribadisce l'importanza di evitare strumentalizzazioni politiche e di assicurare il proseguimento del progetto, cruciale per il futuro di numerose famiglie coinvolte.