Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Alessandro Galella, ha rilanciato con decisione la proposta di riqualificare le aree dell'ex Vivalat e dell'ex Cip Zoo a Potenza. Queste zone sono state definite "due spazi in totale decadimento" e "due sfide decisive per farne un modello di sviluppo per l'intera regione". Galella ha sottolineato l'urgenza di un nuovo destino per tali aree, considerate cruciali per lo sviluppo urbano e sociale della città.
Proposte per l'ex Vivalat: fondi e rinascita
Per l'area dell'ex Vivalat, Galella ha richiesto di destinare una quota del Fondo Sociale di Coesione al finanziamento dell'opera.
Questo fondo, per la Basilicata, ammonta a circa un miliardo di euro. La zona è stata descritta come "un pezzo di città ferito" che, "con visione e coraggio", può trasformarsi in un'occasione di rinascita. L'obiettivo è trasformare l'area in un punto di riferimento per la città e la regione, sfruttando le risorse già disponibili.
Sinergie pubblico-private per l'ex Cip Zoo e la cittadella dello sport
Riguardo all'ex Cip Zoo, Galella ha proposto l'apertura a una sinergia pubblico-privata, con l'obiettivo di individuare una soluzione che sia "non solo economicamente sostenibile, ma anche tecnicamente realizzabile". In una recente riunione, Galella ha illustrato la situazione istituzionale relativa alla realizzazione della cittadella dello sport nell'area dell'ex Cip Zoo, ribadendo il suo personale sostegno al progetto di uno stadio e delle infrastrutture collegate.
Durante l'incontro, è stata evidenziata la complessità della procedura, dovuta alla possibile cessione di un terreno pubblico di valore. È emersa la possibilità di coinvolgere il Commissario nazionale per gli stadi, nominato dal Governo, il quale avrebbe mostrato interesse per un investimento privato nella costruzione di uno stadio a Potenza. Si attende ora la convocazione di un incontro a Roma tra il Commissario, la Regione Basilicata e la società interessata, per avviare le procedure necessarie. Galella ha concluso definendo queste "due sfide storiche e decisive, non più rinviabili per l'agenda politica regionale".